03 luglio 2018   •  Punti di Vista

Avviato il tavolo di lavoro sulle Aree interne e gli Appennini

Spopolamento, invecchiamento, perdita di presidi produttivi, delocalizzazione dei servizi di prima necessità e conseguente crisi occupazionale ed economica, crescente propensione a privilegiare, sia dal punto di vista turistico che imprenditoriale, le zone costiere. Queste, in sintesi, le problematiche che accomunano le aree interne del Paese da Nord a Sud. Di questo passo l’Italia interna, cioè lo scheletro della Penisola, rischia di trasformarsi in un Paese per vecchi e per ciclisti, mentre sulla costa si formano progressivamente megalopoli prive di strutture adeguate, con squilibri sociali crescenti e conseguenti rischi d’infiltrazioni malavitose.

In questi ultimi anni, però, anche a causa dei fenomeni sismici, quello che sembrava un trend lento e inarrestabile si sta trasformando in una vera emergenza nazionale. Il trend non può essere fermato, deve però essere governato affinché alla frattura Nord-Sud non si aggiunga un’altra pericolosa rottura che in parte si sovrappone alla precedente e la esaspera.

Il tavolo di lavoro, che si è riunito la prima volta il 2 luglio 2018, ha lo scopo di approfondire le singole problematiche, mettere a confronto le contingenze di ogni singola regione e valutare le best practices che si sono manifestate in alcune di queste realtà disagiate. Mettendo a sistema le varie esperienze e diversi livelli di azione la Fondazione si pone l’obiettivo di elaborare una serie di interventi e proposte con un duplice approccio: dall’alto, attraverso iniziative normative e dal basso, tramite attività che coinvolgano direttamente le popolazioni residenti.

Partecipano al tavolo economisti, rappresentanti di categoria, rappresentanti di istituti di ricerca.