01 Marzo 2006   •  News

Cattolici, pacifisti, teocon

Redazione

    Chiesa e politica dopo la caduta del muro    

Marzo 2006, pp. 193

 

 

 

  

 

L’Italia è l’unica grande nazione dell’Occidente la cui unificazione si è fatta contro la volontà della Chiesa, tanto da attribuire una forte colorazione anticlericale al “Risorgimento”. Queste peculiarità della nostra storia nazionale hanno a lungo condizionato le relazioni fra religione e lotta politica e hanno richiesto anni di sforzi da entrambe le parti per giungere a ricucire lo strappo allora determinatosi.
Con la fine della guerra fredda e la crisi delle ideologie, che rompe gli argini delle tradizionali famiglie politiche e propone nuove sintesi prima inimmaginabili, il rapporto fra Chiesa e politica cambia anche in Italia: oggi il cavouriano “libera Chiesa in libero Stato” non copre più una realtà in continuo mutamento e il rapporto fra laici e cattolici è tutto da ridefinire.
Questo processo è stato innescato dalla somma di due svolte storiche: la fine, in ambito nazionale, del partito unico dei cattolici e la sfida mondiale lanciata contro l’Occidente a partire dagli attentati terroristici dell’11 settembre 2001. Proprio da quella data si assiste nella società occidentale a un vero e proprio risveglio spirituale, che sembra invertire la tendenza fino ad allora dominante verso la secolarizzazione. Fanno la loro comparsa i “teocon”, termine usato per indicare “l’inedita miscela di conservazione e innovazione, di laicità e tradizionalismo sviluppatasi all’ombra della difesa dell’Occidente e della consapevolezza del ruolo giocato nella sua storia dal cristianesimo”, e torna di attualità il dibattito sui temi etici, in particolare quelli legati allo sviluppo di scienze e tecniche biomediche.
Lo schema della separazione netta fra religione e politica vacilla nell’intera Europa, mentre si afferma una concezione più “anglosassone”, per la quale la religione diviene un elemento sociale diffuso con cui tutti i soggetti politici sono chiamati a fare i conti e che, proprio per questo, non produce scelte politiche unitarie. In altre parole, la religione esce dall’ambito strettamente privato ed entra con forza nel discorso pubblico.

 
Indice

Ouverture
Concordati tentati e concordati riusciti

La Chiesa e la via italiana al totalitarismo

Il peso dell’eredità

Apertura a sinistra

Chi interpreta il concilio?

Secolarizzazione

La “svolta” degli anni Ottanta

Una tesi da dimostrare

I. Onde anomale
La fine del partito unico dei cattolici – La prima stagione dell’Ulivo – Duello a sinistra – 11 settembre e dintorni

II. La parentesi pacifista
Il pacifismo profetico di Wojtyla – Quando il conflitto si radicalizza – Profetici e attendisti

III. La questione delle radici
La chiusura della parentesi – Le richieste asimmetriche – Le radici negate: realisti e insoddisfatti – L’intrusione dei “laici”

IV. Teocon
Un presidente per i teocon – Senza radici – La laicità in questione – Verso l’elezione di Ratzinger – Stagione referendaria: l’episodio europeo – Stagione referendaria: l’epilogo italiano

Conclusioni
Famiglie politiche allargate

Divorzi e “unioni di fatto”

Religione e politica: oltre la separazione