28 Maggio 2005   •  News

Per la cittadinanza 5 anni non bastano

Redazione

 

ARTICOLO 1

All’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, il comma 2 è sostituito dal seguente:
“ 2. Lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni sino al raggiungimento della maggiore età, e che abbia frequentato scuole riconosciute dallo Stato italiano, almeno sino al raggiungimento dell’obbligo scolastico diviene cittadino se dichiara, entro sei mesi dal raggiungimento della maggiore età di voler acquisire la cittadinanza italiana.”

ARTICOLO 2

L’art. 5 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, è sostituito dal seguente:
“art. 5. Il coniuge, straniero o apolide, di cittadino italiano acquista la cittadinanza in Italia quando, dopo il matrimonio, risieda almeno tre anni nel territorio della Repubblica, ed a condizione che, non sia intervenuto scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili del matrimonio e se non vi è stata separazione personale dei coniugi”.

ARTICOLO 3

La lettera f) dell’art. 9 della legge 5 febbraio 1992 è sostituito dal seguente
“f) allo straniero che risiede legalmente e stabilmente da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica”

ARTICOLO 4

I – Dopo l’art. 9 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, come modificato dall’art. 3 della presente legge è inserito il seguente:
“Art. 9-bis
I – L’acquisizione della cittadinanza italiana nei casi di cui agli articoli 5 e 9 è subordinata ai seguenti requisiti:

  1. buona conoscenza della lingua italiana, scritta e parlata;
  2. conoscenza della storia italiana;
  3. conoscenza della Costituzione italiana;
  4. rinuncia al possesso di altra cittadinanza;
  5. frequentazione di un corso, della durata di almeno 12 mesi, finalizzato all’approfondimento della conoscenza di cui alle lettere a), b) e c)
  6. sono esenti dalla frequentazione del corso di cui alla lettera e) gli stranieri che hanno frequentato nel Paese di origine corsi di formazione professionale e di apprendimento della lingua italiana ai sensi dell’art. 23 della legge 30 luglio 2002, n. 189 e in relazione a questi sono stati inseriti direttamente nel mercato del lavoro italiano con contratti di soggiorno, secondo quanto disposto dall’art. 34 del DPR 31 agosto 1999, n. 394, modificato dal DPR 18 ottobre 2004, n. 334.

II – Entro 6 mesi dall’entrata in vigore della presente legge, con decreto legislativo il Governo dovrà definire le procedure idonee a comprovare i requisiti di cui al primo comma, lettere a), b) e c), nonché le modalità e gli Enti destinati all’organizzazione e l’espletamento dei corsi di formazione di cui al comma 1, lettera e).

ARTICOLO 5

L’articolo 10 della legge 5 febbraio 1992, n. 91 è sostituito dal seguente:
Il decreto di conferimento della cittadinanza non ha effetto se, entro 6 mesi la persona cui si riferisce non presta giuramento di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato.

ARTICOLO 6

I commi 3 e 4 dell’art. 7 del DPR 12 ottobre 1993 n. 572 sono così modificati:
– al comma 3 le parole “dinanzi all’ufficiale dello stato civile del Comune di residenza” sono sostituite dalle seguenti “dinanzi al Prefetto della Provincia di residenza che trasmette copia del verbale di giuramento e del decreto di concessione della cittadinanza all’ufficiale di stato civile del Comune di residenza”.
– Al comma 4 le parole “dinanzi al quale è stato prestato giuramento” sono soppresse.