05 Febbraio 2010   •  News

5 febbraio 2010, nasce "Magna Carta Abruzzo"

Redazione

“L’Abruzzo torni la locomotiva del Sud”. E’ la sollecitazione del vicepresidente dei senatori Pdl Gaetano Quagliariello, che lo scorso 5 febbraio ha presentato a L’Aquila la nuova associazione Magna Carta Abruzzo.

“Dobbiamo creare una classe dirigente all’altezza – ha sottolineato il senatore – rivolgendoci anche alle nuove generazioni, facendo capire che la politica è serietà e impegno per il bene comune. Nello specifico, per l’Abruzzo, la proposta è quella di livellare le differenze tra la costa e l’entroterra. In questa regione si riproduce in scala quella divisione che interessa tutto il Paese, che non è solo il contrasto nord-sud ma anche il divario est e ovest, con lo spartiacque rappresentato dalla dorsale appenninica”. Un contesto, ha osservato Quagliariello, dove “il terremoto ha accentuato le differenze” e dove ora “bisogna ora far leva sulla ripresa attività produttive, oltre alla ricostruzione”. 

Conversando con i giornalisti a margine dell’iniziativa, il vicepresidente dei senatori del Pdl ha affrontato i temi della politica nazionale respingendo con forza le accuse nei confronti del premier e del suo governo definito “un sultanato”. Una definizione “ridicola” ha rimarcato Quagliariello che ha aggiunto: “Questo è un Paese dove esiste un leader che è stato votato dagli elettori, ha vinto le elezioni e quando le ha vinte ha cercato di governare, mentre  quando le ha perse ha fatto opposizioni”. Un percorso, secondo il senatore del Pdl, che è stato condotto nel pieno rispetto degli equilibri democratici. ”In Italia – ha spiegato – c’è chi pensa che la democrazia funzioni solo quando governano i propri amici e quando le proprie idee risultano vincitrici. La democrazia è una cosa più complessa, bisogna accettarla anche quando si perde”.

Rispondendo a una domanda sui temi della bioetica e in particolare sulle polemiche relative all’uso della pillola abortiva (Ru 486), il vicepresidente dei senatori del Pdl ha ribadito la posizione del partito: “Chiediamo solo che sia rispettata la legge che disciplina l’aborto. Io penso che di libertà in questo Paese ce ne sia tanta e che vada tutelata. Libertà non vuol dire però libero arbitrio, esistono delle leggi e vanno rispettate. La legge 194 – ha proseguito  Quagliariello – non tende a limitare la responsabilità personale, ma piuttosto a tutelare quel diritto alla vita e alla salute delle donne che sono fondamentali. Si può essere favorevoli o contrari all’aborto, ma certamente si deve riconoscere alla 194 di non avere nè un’impostazione di tipo eugenetico nè di essere una legge che facilita l’aborto, lo considera al contrario un dramma”. Per il vicepresidente dei senatori del Pdl “questo è un patrimonio legislativo dell’intero Paese, dei laici e dei cattolici, di chi è favorevole all’aborto, di chi non lo è. Un patrimonio che non deve essere disperso”.

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