05 Febbraio 2014   •  News

A Verona si discute su come andare avanti con le riforme

Redazione

Nella giornata di lunedì 10 Febbraio, presso la Sala Convegni della Banca Popolare di Verona, si è tenuto l’incontro, promosso dalla Fondazione Magna Carta – Scipione Maffei, dal titolo “In attesa di riforme”. Hanno partecipato alla tavola rotonda Gaetano Quagliariello, Ministro per le Riforme Costituzionali, Flavio Tosi, Sindaco di Verona e Carlo Nordio, Magistrato della Repubblica.

Dopo l’introduzione del Prof. Giuseppe de Vergottini, membro del Comitato Scientifico della Fondazione Magna Carta e direttore della rivista “Percorsi Costituzionali”, gli ospiti hanno affrontato i punti nevralgici dell’agenda politica del nostro Paese, individuando i principali ostacoli alle riforme necessarie per rilanciare la competitività del Paese e garantire la governabilità.

Quagliariello, in particolare, ha offerto alla platea un  excursus di quello che è stato l’evolversi dei fatti nell’ultimo anno: «Dieci mesi fa – ha detto – eravamo a un passo dalla paralisi istituzionale e tutti i partiti andarono col cappello in mano da Napolitano implorandogli un secondo mandato e promettendo che in diciotto mesi si sarebbero fatte le riforme. Poi il governo ha messo in campo un iter che avrebbe garantito tempi certi e maggiori garanzie per le riforme, e per non perdere mesi preziosi nel frattempo ha messo al lavoro una commissione di esperti, ma alla quarta lettura Forza Italia ha fatto saltare tutto e si è ricominciato da capo. A quel punto il governo ha preparato disegni di legge per la riforma del bicameralismo e del titolo V, per l’abolizione del Cnel, per il completamento dell’art. 81 sulle leggi di spesa, ma ci è stato detto che bisognava attendere le primarie del Pd e abbiamo dovuto fermarci un’altra volta». Nel momento in cui si impedisce il cambiamento, qualcuno deve pur assumersi il peso – e la responsabilità – delle proprie azioni di fronte ai cittadini e dirci, ha concluso Quagliariello, «se si vuole un governo che consenta di concludere il processo di riforma oppure se queste persone vogliono il voto per rinviare tutto ancora una volta e perché ancora una volta delle riforme non si faccia niente».