21 Gennaio 2013   •  News

Fenomenologia di una macro-regione: La questione giuliana dall’Età moderna alla Macro Regione contemporanea

Redazione

Si è tenuta a Roma il 18 gennaio – presso la prestigiosa Sala della Mercede, Camera dei deputati – la seconda presentazione, dopo la tornata milanese, dei due volumi Fenomenologia di una Macro Regione (Milano, Leone Editore, 2012) comprendente i profili storici e storico-giuridici del tema e quelli economici ed istituzionali. Promotrici dell’iniziativa sono state la Associazione Coordinamento Adriatico di Bologna (anche capolista dell’edizione) e la Associazione Magna Carta Verona – Scipione Maffei che si è avvalsa dell’importante sostegno della stessa Fondazione Magna Carta. All’appuntamento romano era presente un vasto parterre di pubblico, comprendente studiosi di diverso orientamento tutti associati dall’interesse verso le tematiche oggetto della pubblicazione e in particolare numerosi esponenti del mondo dell’associazionismo giuliano-dalmata, complice anche l’assemblea nazionale ANVGD. del 19 gennaio seguente.

Ha introdotto il simposio un breve indirizzo di saluto dell’Avv. Stefano Casali (presidente di Magna Carta Verona), che ha rilevato giustamente l’importante contributo della raccolta di studi presentata. Tali volumi ospitano per la prima volta una accurata analisi dei diversi percorsi umani e scientifici della complessiva area alto-adriatica. L’Ing. Antonio Ballarin (presidente nazionale dell’ANVGD.) e il Sen. Lucio Toth (presidente di FederEsuli) hanno a loro volta rimarcato la rilevanza di questa pubblicazione nel contesto del più ampio panorama europeo nel quale si inserisce la questione giuliana, rammentando il troppo a lungo sopito interesse dimostrato nell’agone scientifico dai professionisti di tali tematiche. Un silenzio che la creazione del Giorno del Ricordo nel 2003 e pubblicazioni di vasto interesse come quella in esame hanno saputo interrompere.        

Ricco di suggestioni l’intervento del Prof. Avv. Giuseppe de Vergottini (presidente della Associazione Coordinamento Adriatico), curatore principale dei due volumi. Come ha specificato de Vergottini, nel ricorrere del ventennale di Coordinamento Adriatico: «Ambizione di questi scritti è […] trovare un momento di sintesi e contatto tra mondi lontani – il diritto, la storia, l’economia, la politica e le istituzioni – che devono rintracciare un inevitabile fondamento culturale». Il Gen. Carlo Jean (presidente del Centro Studi di Geopolitica Economica), estensore dell’opera, ha dal canto proprio rimarcato l’attualizzazione di questi contatti nelle nuove strutture istituzionali delle Euroregioni, concretamente realizzabili dal punto di vista giuridico dopo la recente entrata in vigore del regolamento GECT.

Il Prof. Avv. Davide Rossi (Università degli Studi di Trieste), estensore e curatore della ricerca, ha svolto con perizia il ruolo di moderatore, coinvolgendo il pubblico presente in sala, che ha esposto con partecipazione il proprio punto di vista sugli studi presentati. Ne è sortita una lunga riflessione comune che ha esplicitato il panorama di una grande regione in costante mutazione sulla scena internazionale, senza con ciò mai prescindere dai luoghi, dagli uomini e dalle condizioni sociali che su queste terre gravitavano e da questi luoghi si innervavano. Il confronto tra diverse epoche storiche è stato sempre proposto con l’esplicito richiamo al presente, come in un continuo rapporto di influenze e di riflessi tra le svariate esposizioni del passato e del futuro.

Oltrepassando i limiti scientifici delle varie discipline, formando una sinossi dei contributi basati sulla ricerca, il simposio ha concluso fra gli altri soprattutto l’obiettivo primario di fare maturare spunti e metodologie al fine di elaborare varie suggestioni di indagine non astrattamente configurate né precostruite, ma adeguate alla particolare ipotesi di studio che ciascuno studioso ha progettato. Ciò ha condotto all’approfondimento dei caratteri e dello svolgimento della società adriatica nelle sue peculiarità e negli elementi più pregnanti che l’hanno strutturata, ma anche nei suoi interni nessi costitutivi in Età moderna e contemporanea, facendo in modo che l’aggiornamento scientifico si trasformasse in una risorsa materiale e in uno strumento di promozione culturale per i territori che si affacciano sulle diverse sponde dell’Adriatico.