La Costituzione promessa

a cura di Peppino Calderisi, Fabio Cintioli, Giovanni Pitruzzella

Presentazione

Il volume raccoglie le opinioni espresse da studiosi aderenti alla Fondazione Magna Carta sui problemi posti dal disegno di legge di riforma della Costituzione approvato dal Senato della Repubblica in prima lettura il 25 marzo 2004.

Revisione della forma di Governo, della forma di Stato e del bicameralismo, per stabilizzare la democrazia dell’alternanza, rendere efficiente il federalismo e chiudere la lunga transizione italiana: il più ambizioso progetto di riforma costituzionale sino ad oggi mai approvato da u n ramo del Parlamento viene esaminato a fondo nei suoi singoli aspetti come nel suo equilibrio complessivo. Condivisa l’esigenza di fondo della riforma della Costituzione per mettere il nostro Paese al passo con le altre democrazie occidentali e all’altezza delle sfide che i tempi ci impongono, gli autori analizzano pregi e difetti del disegno di legge, mettono in evidenza gli elementi di contraddizione interna, che ne potrebbero inficiare il funzionamento, e si fanno carico di indicare le necessarie proposte di correzione.

Si discute del Premierato quale forma di governo su cui si è modellato, spontaneamente, il sistema politico nell’ultimo decennio, prestando particolare attenzione al regime dello scioglimento della Camera politica e alla norma “antiribaltone”. D’altro canto, si pone l’accento sull’esigenza di un vero e proprio statuto dell’opposizione.

Dopo un’analisi sullo stato di salute del titolo V e sul problema delle sue “incerte materie”, e dopo una valutazione comparatistica dei modelli di bicameralismo e legislazione negli Stati federali, si susseguono le analisi sugli altri aspetti del progetto fino al ruolo assegnato al Presidente della Repubblica e alla Corte Costituzionale. In particolare è attentamente valutato il nuovo modello di bicameralismo che vede solo la Camera dei Deputati legata dal rapporto di fiducia con il Governo e che attribuisce però numerose e importanti competenze, anche riguardanti l’attuazione del programma di Governo, ad un Senato federale il cui raccordo con il territorio resta peraltro piuttosto flebile. Sicché non è la “deriva plebiscitaria” il rischio da cui guardarsi – avvertono i costituzionalisti di Magna Carta – ma, al contrario, quello di un “Governo debole”.

Completa il volume un’appendice contenente, in particolare, l’intervento del Presidente del Senato Marcello Pera – presidente onorario della Fondazione Magna Carta – al convegno svoltosi a Cernobbio il 27 marzo 2004.


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25 Marzo 2004   •