Università libera

di Gaetano Quagliariello

Per un Osservatorio sull’università in Toscana

Aprile 2005, pp. 92

Emile Boutmy, fondatore dell’Ecole Libre des Sciences Politiques – l’odierna Scienze-PO – quando nel 1871 si accinse all’impresa partì da una premessa: a Sedan, a sconfiggere la Francia, non era stato l’esercito prussiano ma l’università di Berlino. La sentenza potrebbe essere parafrasata e aggiornata. Al tempo della globalizzazione, se il paese dovesse continuare a scivolare lungo un crinale di declino, la prima vittima della sconfitta sarebbe l’università italiana. Oggi infatti, ancor più di ieri, non c’è ripresa e sviluppo né prestigio nazionale che possano prescindere dalla capacità di produrre ricercatori di rango e ricerca avanzata. E non c’è coesione sociale che possa fare a meno di una cultura in grado d’evidenziare e diffondere le ragioni fondamentali dello stare insieme.

L’università, per tutti questi motivi, è una grande questione nazionale della quale dovrebbero occuparsi coloro i quali tengono in conto il destino della loro patria. E non soltanto dei sedicenti “esperti”, pronti a disquisirne con linguaggio esoterico da iniziati, trasformando un tema dal quale dipende il nostro futuro in un’incomprensibile ed inconcludente litania.

Per questo, il primo compito di chi intenda cambiare le cose è quello di portare il tema della riforma dell’università all’attenzione del grande pubblico, rendere “nazionale” la questione, dando consapevolezza al paese della centralità che questa istituzione riveste nella vita di ogni società moderna. Allo stesso tempo, sarà necessario concedere la parola a quanti vivono nell’università e ne costituiscono l’anima operante. Questa voce è stata fino a oggi soffocata da “minoranze rumorose”, in grado solo di opporre i loro no corporativi a qualsiasi iniziativa riformatrice, un’ostinata difesa di diritti acquisiti (per lo più i propri), di fronte ai quali destra e sinistra divengono solo vacue categorie politologiche e per i quali l’immobilismo della politica ha rappresentato una salvaguardia di spazi di manovra e di potere.

Indice

I. Riflessioni sulla riforma possibile

“Le scuole degli Stati Uniti come le vidi io” di Gaetano Salvemini

“Fermiamo la fuga di cervelli”

“Un po’ di precarietà serve alla ricerca”

“Appello per l’Università. Siamo stanchi dei no, noi vogliamo cambiare”

“Abbiamo vinto la scommessa delle firme”
forum con Aldo Schiamone, Gaetano Quagliariello e Ernesto Galli della Loggia

“Manifesto dei dodici per salvare l’Università”

“La linea del Piave dell’Università da riformare”

“C’è un blocco da rimuovere”

“Uno spazio in più di libertà”

“Storia di una madrassa liberale”

II. I dati

Le fonti

Una proposta finale: Un Osservatorio sull’università in Toscana


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01 Aprile 2005   •