13 Luglio 2011  

A scuola da Aznar: diario del Campus Faes 2011

Redazione

Poco meno di un’ora. Questo il tempo che divide la magnifica Madrid dal piccolo pueblo di Navacerrada, un paesino nella suggestiva Sierra madrilena. Basta guardare fuori, attraverso i grandi vetri del bus che porta al Campus Faes 2011, la summer school della Fundación para el análisis y los estudios sociales, la fondazione presieduta dall’ex primo ministro spagnolo , José María Aznar, per accorgersi che la Spagna è ferma e aspetta.

Da quasi otto anni il premier José Luis Rodríguez Zapatero guida la Spagna, e le sue ricette socialiste in tempo di crisi hanno peggiorato sensibilmente la situazione economica e sociale del paese iberico, preso tra gli effetti ancora palpabili della crisi internazionale del credito immobiliare, una sfiducia crescente dei mercati sul rischio sovrano spagnolo e una disoccupazione al 20% (con un tasso di disoccupazione giovanile al 50%).  

La via del bus scorre sull’autostrada assediata ai suoi margini da mega cartelloni con scritte colorate ‘en venta’, che aprono la vista su tante grandi e piccole speculazioni edilizie, villette a schiera nuovissime o da finire, figlie illegittime della ‘burbuja inmobiliaria’, la bolla immobiliare spagnola che ha travolto la Spagna e il suo sostenuto miracolo economico. La vibrante economia del sud-europea, di cui tanti in Europa e nel mondo tessevano le lodi fino a pochi anni fa, è oggi purtroppo al palo.

Le elezioni politiche generali in Spagna si terranno probabilmente il prossimo autunno e Zapatero ha già annunciato che non difenderà il suo operato di fronte al candidato del PP, Mariano Rajoy. Sarà l’ex-ministro degli interni del governo Zapatero dimessosi la scorsa settimana, Alfredo Perez Rubalcaba, ad avere il dubbio privilegio di portare il vessillo in veste di prossimo candidato del PSOE alla premiership spagnola.  Ma le sue chance di vittoria sono pochissime. Pari allo zero, secondo i più autorevoli commentatori spagnoli.

Di fatto i socialisti non hanno un bilancio positivo da difendere di fronte agli elettori. Tanti in Spagna prevedono che questa volta presidente del PP, Mariano Rajoy, dopo le sconfitte del 2004 e del 2008, riuscirà a conquistare la guida del paese. Ed è molto probabile che ciò avvenga con una maggioranza assoluta. Se insomma la Spagna aspetta, e si prepara a un nuovo governo, la Faes dell’ex-premier Aznar ha cercato di apportare al dibattito nazionale spagnolo – e soprattutto al dibattito in seno al PP – risposte, soluzioni, analisi.

Lo ha fatto con il suo annuale Campus estivo, dall’ambizioso programma e articolato sull’apertura dei lavori da parte dell’ex-premier Aznar  e con una conclusione del presidente del PP, Mariano Rajoy. Nel mezzo un percorso su tre binari: ‘El camino a la prosperidad’, il cammino verso la prosperità; ‘Una Europa firme en un mondo cambiante’, un’Europa solida in un mondo che cambia; ‘Claves politicas para España’, le chiavi della politica spagnola.

Nella sua introduzione del 1 Luglio 2011, l’ex-premier Aznar ha aperto i lavori del campus alla presenza di Ian Duncan Smith, attuale ministro del lavoro e delle pensioni del governo di coalizione liberal-conservatore britannico presieduto da David Cameron e all’ex primo ministro polacco, Jan Krzysztof Bielecki, il secondo premier a guidare la Polonia libera. Un dialogo a tre, scandito dai rispettivi interventi.

L’intervento di Jose Maria Aznar del 1 luglio

Aznar ha esplicitamente messo in luce la disastrosa eredità che le politiche socialiste di José Luis Rodríguez Zapatero hanno lasciato al paese, sottolineando come a suo parere gli spagnoli siano disponibili a sostenere riforme comprensibili. Il governo Zapatero e la maggioranza a guida socialista, secondo l’ex-premier Aznar, hanno fatto passare l’idea che “il denaro pubblico non appartenga a nessuno” o altri come quello che vorrebbe che ”la nazione sia un concetto discusso e discutibile”. Secondo l’ex-premier del PP è necessario in Spagna un ritorno alla parola data, per costruire “una Spagna di tutti e per tutti e non più afflitta dal settarismo” politico. Aznar ha inoltre voluto attaccare la politica di Zapatero nei confronti dell’ETA, che starebbe conducendo a una “legittimazione del terrorismo”. Leggi l’intervento integrale sul sito di Faes

L’intervento di Jan Krzysztof Bielecki del 1 Luglio

L’ex-premier polacco Bielecki ha invece posto l’accento sull’Europa, sottolineando che un tempo le politiche nazionali europee erano più semplici, sostenendo che la rimozione dell’equilibrio di Yalta avrebbe dovuto comportare un ripensamento della politica europea. L’euro era stato pensato per essere un’ancora di stabilità, visto l’emergere delle nazioni asiatiche e il lento ritiro statunitense dal teatro europeo. In questo senso era stata pensata la creazione di una governance europea all’inizio degli anni ’90. Sulla crisi dell’europeismo tedesco Bieliecki ha dato l’analisi più cogente: il tandem franco-tedesco non deve essere dato più per scontato, in quanto l’ultima generazione di politici tedeschi non crede più nell’obbligo politico e morale di sostenere il progetto europeo. Leggi l’intervento integrale sul sito di Faes

L’intervento di Ian Duncan Smith del 1 luglio

Anche il ministro del lavoro e delle pensioni britannico ha voluto concentrarsi sui problemi strutturali dell’Europa, in particolare il debito pubblico degli Stati europei. Il punto di partenza della classe dirigente conservatrice è il ritorno alla lotta alla povertà attraverso la creazione di nuova ricchezza. Il primo passo deve essere una liberalizzazione del mercato del lavoro. Animatore di un think tank britannico, il Center for Social Justice,  Duncan Smith ha sostenuto che il modello contrattazione salariale centrale e collettiva voluta negli ultimi decenni dai sindacati, ha distrutto la produttività dell’Europa. Ha per questo voluto citare il dato britannico, ove secondo la sua opinione, la produttività britannica è stata migliorata grazie all’introduzione di flessibilità nel mercato del lavoro spagnolo. Guarda in video l’intervento sul sito di Faes

“El Camino a la Prosperidad” – “Il Cammino verso la Prosperità”

Come promesso ecco la seconda puntata dedicata al viaggio nel Campus Faes 2011. Dopo l’introduzione dell’ex-premier Aznar, dell’ex-premier polacco Bielecki e dell’attuale ministro britannico del lavoro e delle pensioni nel governo lib-conservatore di David Cameron, vi diamo breve conto di quel che è successo durante il primo corso del Campus Faes 2011: “El Camino a la Prosperidad”, il cammino verso la prosperità. Un motivo ricorrente di questo insieme di incontri, tavole rotonde e lezioni è stato il ruolo delle politiche di austerità cui sono costretti tutti quei governi europei fortemente colpiti dalla crisi economica e stretti oggi in un ciclo economico sfavorevole, quantomeno nell’area transatlantica, caratterizzato da una patente sfiducia dei mercati nei confronti della capacità degli Stati di finanziare la spesa pubblica a debito. La parola austerità assume per questo un valore nuovo.

Come ha sintetizzato Percival Manglano, consigliere per l’economia e l’impresa nel governo della regione di Madrid presieduto dalla donna di ferro spagnola del Partido Popular (PP), Esperanza Aguirre, “l’austerità non è più solo un concetto e uno strumento a cui ricorrere in tempi di difficoltà economica, ma una caratteristica dell’identità di un partito liberale come il Partido Popular”. Austerità come bona gestio delle risorse pubbliche insomma. Questo il punto effettuato durante l’incontro ‘Eficacia, eficiencia y reducción de la Administración Pública’ a cui hanno preso parte anche Antonio Nuñez, direttore del programma al Instituto de Estudios Superiores de la Empresa (IESE); Mario Garcés, uditore di Stato e consulente aziendale; Julio Gomez Pomar, direttore del Centro de Innovacion del Sector Publico. 

Leggi le trascrizioni di questo incontro dal sito di Faes

Certo austerità nelle scelte di politica economica. Ma soprattutto sembrano necessarie, per il rilancio dello sviluppo europeo, tante liberalizzazioni economiche. Almeno questo è stato il messaggio che l’economista di Harvard, Andrei Shleifer, ha apportato alla discussione durante il suo intervento del 3 Luglio al Campus Faes 2011. Nella sua relazione, l’accademico della rinomata università statunitense ha fatto chiaro il suo messaggio quando si è soffermato sulla rigidità del mercato del lavoro: “Nel sud d’Europa, la regolamentazione dei mercati del lavoro e dei prodotti è stata sviluppata per proteggere gli insider a scapito degli outsider. Per difendere i membri privilegiati della società,  sindacati e settore pubblico, sono state escluse le persone che non possono accedere a tali settori protetti. Per questo motivo, la liberalizzazione dei mercati del lavoro e dei prodotti non è solo una questione di efficienza economica e di crescita, ma anche e soprattutto una questione di giustizia sociale”.

Leggi le trascrizioni dell’intervento di Andrei Shleifer sul sito di Faes

Leggi tutti gli altri interventi del primo corso ‘El Camino a la Prosperidad’ del Campus Faes 2011