22 Settembre 2011  

EIN Summer University: le conclusioni

Redazione

Sabato 24 settembre si è conclusa a Bucarest la 10° edizione della summer university, promossa dall’European Ideas Network (www.europeanideasnetwork.com), il network pan-europeo che si propone di stimolare la nascita di idee per fronteggiare le sfide che si presentano all’Unione Europea e alle sue Istituzioni. EIN è sponsorizzato dal Partito Popolare Europeo (PPE), il gruppo politico più numeroso al Parlamento Europeo. La Fondazione Magna Carta aderisce a EIN dal 2004.

Tra i numerosi ospiti ricordiamo la presenza di Emil Boc, Primo Ministro Rumeno; Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione Europea; Wilfried Martens, Presidente del PPE; Joseph Daul, Presidente del Gruppo PPE; Mario Mauro, Presidente dei deputati del PDL al Parlamento Europeo. Come indicato dal titolo della summer università, a centre-Right Answer to the Economic and Social Crisis: a Project for Europe, i partecipanti (divisi in panel paralleli) hanno affrontato il tema della crisi mettendo in luce come i suoi aspetti finanziari abbiano una diretta ricaduta politica e sociale nei singoli Paesi.

La risposta alla crisi, come si legge nelle conclusioni ufficiali adottate da EIN, è una sola: più Europa, più responsabilità, più solidarietà.

Riportiamo l’intervento di Francesca Traldi, fMC.

Panel: Priorities arising from the Economic Crisis: toward an Economic Union, Friday 23rd Sept.

Il Presidente Martens, ha più volte ricordato in occasione del suo discorso di apertura, come la crisi che sta affrontando l’Europa, fatta di violenti attacchi speculativi contro la moneta unica, è in primo luogo una crisi di valori. Il PPE ha il dovere di affrontare tale crisi con più forza degli altri gruppi parlamentari non solo perché è il gruppo più numeroso all’interno del Parlamento Europeo ma anche perché è il più coeso. Non è dunque tempo di divisioni né tra i singoli Stati né tra di noi. È tempo invece di tornare ad un dialogo franco e sincero per rilanciare strategie europee comuni contro la povertà per una crescita sostenibile dei cittadini, al fine di dimostrare che l’Europa rappresentata dal PPE non è solo un gruppo di istituzioni e di regole burocratiche ma in primo luogo una comunità di donne e uomini che condividono i medesimi valori. La crisi economica europea ha bisogno di risposte politiche. L’Unione europea deve ritrovare la propria identità fatta di valori condivisi: il Partito Popolare Europeo ha, per le ragioni esposte prima, un ruolo chiave in questa fase.

Dalla riscoperta dei valori che ci uniscono dipende il futuro dell’Europa o la sua fine. Saremo in grado di combattere il pessimismo interno ai singoli Paesi – che si trasforma in Euroscetticismo a Bruxelles – solo attraverso risposte credibili e decisioni politiche coraggiose che non possono più tardare. Abbiamo bisogno di ritrovare equilibrio tra coesione sociale e politiche economiche che regolano la moneta unica, tra bisogno di sicurezza e libertà, tra l’essere rispettosi verso i più deboli, come in questo momento appare essere in particolare la Grecia e l’esigenza di regole chiare per tutti. Se sapremo ritrovare i confini tra sicurezza e libertà saremo anche in grado di costruire una Europa in grado di resistere ad ogni attacco speculativo e finanziario domani.