28 Febbraio 2008  

Modificazioni del Regolamento della Camera dei Deputati

Redazione

Modificazioni del Regolamento della Camera dei Deputati   Articolo 1

All’articolo 14 sostituire i commi 1, 2 e 5 con i seguenti:

 

1. Per costituire un Gruppo parlamentare occorre un numero minimo di venti deputati e che esso rappresenti un partito o movimento politico, anche risultante dall’aggregazione di più partiti, che abbia presentato alle elezioni della Camera dei deputati proprie liste di candidati con lo stesso contrassegno, conseguendovi l ’elezione di deputati. Ove più partiti o movimenti politici abbiano presentato alle elezioni congiuntamente liste di candidati con il medesimo contrassegno, può essere costituito, con riferimento a tali liste,comunque un solo Gruppo,che rappresenta complessivamente tutti i suddetti partiti o movimenti politici.

 

2. L’Ufficio di Presidenza può autorizzare la costituzione di un Gruppo, in difetto dei requisiti di cui al comma 1, qualora almeno venti deputati appartenenti ad un gruppo, decidano, dopo almeno 18 mesi dall’inizio della legislatura, di dar vita  ad un nuovo gruppo purché questo rappresenti un partito organizzato nel Paese.

 

5. I deputati appartenenti al Gruppo misto possono chiedere al Presidente della Camera di formare componenti politiche in seno ad esso, a condizione che ciascuna consista di almeno dieci deputati, i quali rappresentino un partito o movimento politico, la cui esistenza, alla data di svolgimento delle elezioni per la Camera dei deputati, risulti in forza di elementi certi e inequivoci, e che abbia presentato, anche congiuntamente con altri, liste di candidati ovvero candidature nei collegi uninominali. Può essere altresì autorizzata la costituzione di componenti del gruppo misto qualora lo chiedano almeno dieci deputati appartenenti ad un gruppo, dopo almeno 18 mesi dall’inizio della legislatura, purché rappresentino un partito organizzato nel Paese.  Un’unica componente politica all’interno del Gruppo misto può essere altresì costituita da deputati, in numero non inferiore a tre, appartenenti a minoranze linguistiche tutelate dalla Costituzione e individuate dalla legge, i quali siano stati eletti, sulla base o in collegamento con liste che di esse siano espressione, nelle zone in cui tali minoranze sono tutelate”.

    Articolo 2

Dopo l’articolo 15 inserire il seguente:

Articolo 15 ter  

1. I gruppi parlamentari la maggioranza dei cui iscritti non abbia votato la fiducia al Governo, e che complessivamente rappresentino almeno un decimo della Camera, designano, entro 15 giorni dal voto della fiducia al Governo, il portavoce dell’opposizione.

2. Il portavoce dell’opposizione rappresenta i gruppi che hanno votato favorevolmente sulla sua designazione ed esercita oltre le funzioni specificamente previste dal presente Regolamento anche le corrispondenti funzioni riservate ai presidenti dei relativi gruppi parlamentari.

3. I rimanenti gruppi di opposizione sono rappresentati dai rispettivi presidenti”.

    Articolo 3

All’articolo 17 sostituire il comma 1 con il seguente:

 

“1. La Giunta delle elezioni è composta di trenta deputati, nominati dal Presidente non appena costituiti i Gruppi parlamentari, in modo da garantire rappresentanza paritaria della maggioranza e dei gruppi di opposizione. Essa riferisce alla Assemblea, non oltre diciotto mesi dalle elezioni, sulla regolarità delle operazioni elettorali, sui titoli di ammissione dei deputati e sulle cause di ineleggibilità, di incompatibilità e di decadenza previste dalla legge, formulando le relative proposte di convalida, annullamento o decadenza”.

 

Articolo 4

All’articolo 18 sostituire il comma 1 con il seguente:

 

“1. La Giunta per le autorizzazioni richieste ai sensi dell’art. 68 della Costituzione è composta di ventidue deputati nominati dal Presidente della Camera non appena costituiti i Gruppi parlamentari, in modo da garantire rappresentanza paritaria della maggioranza e dei gruppi di opposizione. Essa riferisce alla Assemblea nel termine tassativo di trenta giorni dalla trasmissione fatta dal Presidente della Camera, sulle richieste di sottoposizione a procedimento penale e sui provvedimenti comunque coercitivi della libertà personale o domiciliare riguardanti deputati. Per ciascun caso la Giunta formula, con relazione, proposta di concessione o di diniego dell’autorizzazione. La Giunta, prima di deliberare, invita il deputato interessato a fornire i chiarimenti che egli ritenga opportuni”.

    Articolo 5

All’articolo 23 sostituire i commi 4 e 6 con i seguenti:

“4. Il programma, predisposto sulla base delle indicazioni del Governo, delle proposte dell’opposizione e dei Gruppi, contiene l’elenco degli argomenti che la Camera intende esaminare, con l’indicazione dell’ordine di priorità e del periodo nel quale se ne prevede l’iscrizione all’ordine del giorno dell’Assemblea. Tale indicazione è formulata in modo da garantire tempi congrui per l’esame in rapporto al tempo disponibile e alla complessità degli argomenti.

6. Il programma contiene una quota pari a due terzi di argomenti indicati dal Governo. Un sesto degli argomenti è riservato alle indicazioni del Portavoce dell’opposizione. ed un sesto è riservato alle agli argomenti indicati dagli altri Gruppi”.

    Articolo 6

All’articolo 24 sostituire il comma 2 con il seguente:

“2. Il calendario riserva una quota pari a due terzi del tempo disponibile agli argomenti indicati dal Governo. Un sesto del tempo è riservato agli argomenti indicati dal portavoce dell’opposizione e un sesto agli argomenti indicati dai gruppi parlamentari. Gli argomenti indicati dal portavoce dell’opposizione e dagli altri gruppi parlamentari di opposizione sono svolti nell’ambito di una seduta ad essi dedicata. Il calendario prevede a tale ultimo fine due sedute al mese, della durata di mezza giornata, da tenersi nei giorni di martedì, mercoledì o giovedì. Il portavoce dell’opposizione può chiedere, una volta mese, che ad una delle suddette sedute il Governo sia rappresentato dal Presidente del Consiglio”.

  e sopprimere i commi 3 e 12.     Articolo 7

Dopo l’articolo 25 inserire il seguente:

Articolo 25 bis

“1. Il Presidente del Consiglio, al momento della presentazione alla Camera di un disegno di legge, può comunicare al Presidente della Camera che il disegno di legge riveste carattere prioritario in quanto diretto ad attuare il programma di governo.

2. Il Presidente della Camera informa la Conferenza dei Capigruppo la quale assume le conseguenti decisioni per organizzare l’esame del disegno di legge. Il Presidente informa altresì il Presidente della Commissione competente in sede referente il quale convoca l’Ufficio di Presidenza della Commissione per le relative decisioni in merito alla programmazione dei lavori.

3. La Commissione permanente competente in sede referente esamina il disegno di legge prioritario con precedenza rispetto agli altri progetti di legge ad essa assegnati. La Commissione conclude l’esame entro venti giorni a decorrere dalla data di assegnazione.

4. L’Assemblea conclude l’esame del disegno di legge prioritario entro venti giorni dalla conclusione dell’esame in sede referente. 5. Qualora la relazione sul disegno di legge non sia presentata dalla Commissione nel termine prescritto dal comma 3 del presente articolo, la discussione in Assemblea ha luogo sui disegni di legge presentati dal Governo.

5. Su richiesta del Portavoce dell’opposizione i termini di cui ai commi 3 e 4 possono essere modificati fermo restando il termine complessivo per la conclusione dell’esame del disegno di legge prioritario da parte della Camera

6. Qualora il disegno di legge prioritario sia siano presentati dal Governo al Senato i termini di cui ai commi 3 e 4 del presente articolo sono ridotti alla metà.

7. Il programma ed il calendario dei lavori adottati ai sensi degli articoli 24 e 25 devono in ogni caso assicurare che l’esame dei disegni di legge di natura prioritaria presentati dal Governo siano esaminati entro i termini di cui al presente articolo.

8. Nel’ambito della programmazione dei tempi di discussione in Assemblea dei disegni di legge prioritari ai gruppi di opposizione deve essere comunque riservata una quota pari a due terzi del tempo disponibile”.

    Articolo 8

All’articolo 37, dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

1 bis. Il Portavoce dell’opposizione ha sempre la facoltà di prendere la parola subito dopo l’intervento in Assemblea d un rappresentante del Governo”.

    Articolo 9

All’articolo 63 sostituire il comma 1 con il seguente:

 

1. Le sedute dell’Assemblea sono pubbliche. La pubblicità dei lavori, nella forma della trasmissione televisiva diretta, è disposta dal Presidente della Camera. Il Portavoce dell’opposizione, una volta al mese, può chiedere la diretta televisiva di una seduta dell’Assemblea”.

  Articolo 10

All’articolo 79 sostituire il comma 6 con il seguente:

 

6. Le procedure previste dal comma 5, comprese le indagini conoscitive e le audizioni, sono promosse quando ne facciano richiesta almeno quattro componenti della Commissione, salvo che l’ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, con la maggioranza prevista dall’articolo 23, comma 6, ovvero, in mancanza di questa, il presidente della Commissione giudichi l’oggetto della richiesta non essenziale per il compimento dell’istruttoria legislativa o non compatibile con la programmazione dei lavori dell’Assemblea. L’ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, con la maggioranza prevista dall’articolo 23, comma 6, ovvero, in mancanza di questa, il presidente della Commissione stabilisce, sentito il Governo, il termine entro il quale il Governo stesso deve comunicare le informazioni e i dati ad esso richiesti relativamente ai progetti di legge inseriti nel programma dei lavori dell’Assemblea. La Commissione non procede alle deliberazioni conclusive riguardanti ciascun articolo fino a quando non siano pervenuti i dati e le informazioni al riguardo richiesti al Governo, salvo che esso dichiari di non poterli fornire, indicandone il motivo”.

  ed aggiungere in fine il seguente comma:  

16. Qualora sia all’esame una proposta di legge inserita nel calendario dei lavori su richiesta di uno dei gruppi di opposizione, la Commissione non può decidere l’abbinamento con altre proposte di legge, né approvare emendamenti al testo se non vi sia il consenso del primo firmatario. La relazione per l’Assemblea indica, analiticamente le proposte di modifica che la Commissione ritiene debbano essere apportate al testo. Tali proposte sono sottoposte al voto dell’Assemblea come emendamenti della Commissione”.

  Articolo 11

All’articolo 85 aggiungere in fine il seguente comma:

 

9. Nel corso dell’esame dei disegni di legge prioritari di cui all’articolo 25 bis, dei disegni di legge di conversione dei decreti legge e dei disegni di legge di bilancio, finanziaria e collegati alla manovra di finanza pubblica, il rappresentante del Governo può chiedere che sia posto per primo in votazione un articolo, un articolo aggiuntivo o un emendamento sul quale abbia espresso parere favorevole. In caso di approvazione da parte dell’Assemblea, i relativi articoli aggiuntivi, emendamenti e subemendamenti si intendono decaduti. In caso di voto contrario dell’Assemblea le votazioni riprendono secondo l’ordine normale”.

    Articolo 12

All’articolo 86 sostituire i commi 5 e 5bis con i seguenti:

 

5. Fermo quanto previsto dal comma 1 del presente articolo, la Commissione e il Governo possono, fino a che sia iniziata la votazione dell’articolo o dell’emendamento cui si riferiscono, presentare la riformulazione di emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi presentati nei termini. Il Portavoce dell’opposizione può chiedere che l’esame dell’emendamento, submendamento o articolo aggiuntivo riformulato avvenga non prima della seduta del giorno successivo a quello di presentazione della riformulazione. Trenta deputati o uno o più presidenti di Gruppi che, separatamente o congiuntamente, risultino di almeno pari consistenza numerica possono presentare subemendamenti a ciascuno di tali emendamenti e articoli aggiuntivi riformulati anche nel corso della seduta, nel termine stabilito dal Presidente. Ciascun relatore di minoranza può presentare, entro il medesimo termine, un solo subemendamento riferito a ciascun emendamento o articolo aggiuntivo riformulato presentato dalla Commissione o dal Governo a norma del presente comma.

 

5-bis. Le riformulazioni di cui al comma 5 non possono, qualora comportino nuove o maggiori spese o diminuzione di entrate, essere esaminate prima del giorno successivo a quello nel quale sono stati presentati. Il Presidente, apprezzate le circostanze, stabilisce a questo fine un termine congruo, entro il quale la Commissione bilancio esprime il proprio parere”.

    Articolo 13

Dopo l’articolo 86 inserire il seguente:

Art. 86 bis  

I progetti di legge sono composti da uno o più articoli di contenuto omogeneo.

 

Il Presidente dichiara irricevibili i progetti di legge composti da articoli aventi contenuto eterogeneo.

 

Il Presidente dichiara inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi che presentino contenuto eterogeneo o comunque interamente sostituivi di più articoli di un progetto di legge”.

      Articolo 14

Dopo l’articolo 124 inserire il seguente:

    Art. 124 bis  

1. La Commissione per il controllo della finanza pubblica è composta da trenta deputati nominati dal Presidente non appena costituiti i Gruppi parlamentari, in modo da garantire rappresentanza paritaria della maggioranza e dei gruppi di opposizione.

 

2. La Commissione esercita le funzioni conoscitive ed ispettive in materia di andamenti di finanza pubblica. A tal fine la Commissione procede ad audizioni di membri del Governo, amministratori delle Regioni e degli enti locali, dirigenti delle pubbliche amministrazioni, rappresentanti delle associazioni di categoria ed esperti.

 

3. La Commissione, su iniziativa di almeno 12 deputati, può chiedere al Governo la trasmissione di dati ed informazioni relativi agli andamenti finanziari relativi a determinati settori di spesa o alla attuazione di determinate leggi.

 

4. La Commissione esamina le relazioni periodiche in materia di finanza pubblica nonché la Relazione della Corte dei conti sul rendiconto generale dello Stato. Al termine dell’esame la Commissione può approvare un documento di indirizzo al Governo. In tal caso la Commissione può anche chiedere che il documento sia discusso dall’Assemblea. 

 

5. Qualora analoga Commissione per il controllo della finanza pubblica sia istituita presso il Senato della Repubblica, il Presidente della Camera promuove le opportune intese con il Presidente del Senato affinché le due Commissioni procedano congiuntamente”.

    Articolo 15

All’articolo 135 bis sostituire i commi 1, 2 e 4 con i seguenti:

 

1. Lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata ha luogo una volta alla settimana, di norma il mercoledì. Una volta al mese, alla seduta dedicata allo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, interviene il Presidente del Consiglio dei ministri.

 

2. Entro le ore dodici del giorno antecedente a quello nel quale è previsto lo svolgimento delle interrogazioni di cui al comma 1, un deputato per ciascun Gruppo può presentare un’interrogazione per il tramite del presidente del Gruppo al quale appartiene. Quando sia previsto che la risposta venga resa dal Presidente del Consiglio dei ministri, per il tramite del Portavoce dell’opposizione possono essere presentate sino a tre interrogazioni.

o un congruo termine stabilito dal Presidente della Camera.  

4. Il presentatore di ciascuna interrogazione ha facoltà di illustrarla per non più di un minuto. A ciascuna delle interrogazioni presentate risponde il rappresentante del Governo, per non più di tre minuti. Successivamente, l’interrogante o altro deputato del medesimo Gruppo ha diritto di replicare, per non più di due minuti. Nell’ambito di ciascuna seduta, vengono svolte per prime le interrogazioni presentate per il tramite del Portavoce dell’opposizione e dei Presidenti degli altri gruppi di opposizione”.

    Art. 16

All’articolo 144, dopo il comma 4, inserire il seguente:

 

4 bis. Il Portavoce dell’opposizione può chiedere al Presidente della Camera di autorizzare lo svolgimento di indagini conoscitive, nella misura di una indagine l’anno per ciascuna commissione.

  Articolo 17

All’articolo 154, il comma 1 è soppresso.

   


Testo vigente Testo coordinato con le modifiche Articolo 14  

1. Per costituire un Gruppo parlamentare occorre un numero minimo di venti deputati.

                 

2. L’Ufficio di Presidenza può autorizzare la costituzione di un Gruppo con meno di venti iscritti purché questo rappresenti un partito organizzato nel Paese che abbia presentato, con il medesimo contrassegno, in almeno venti collegi, proprie liste di candidati, le quali abbiano ottenuto almeno un quoziente in un collegio ed una cifra elettorale nazionale di almeno 300 mila voti di lista validi.

3. Entro due giorni dalla prima seduta, i deputati devono dichiarare al Segretario generale della Camera a quale Gruppo appartengono.

4. I deputati i quali non abbiano fatto la dichiarazione prevista nel precedente comma, o non appartengano ad alcun Gruppo, costituiscono un unico Gruppo misto.

 

5. I deputati appartenenti al Gruppo misto possono chiedere al Presidente della Camera di formare componenti politiche in seno ad esso, a condizione che ciascuna consista di almeno dieci deputati. Possono essere altresì formate componenti di consistenza inferiore, purché vi aderiscano deputati, in numero non inferiore a tre, i quali rappresentino un partito o movimento politico, la cui esistenza, alla data di svolgimento delle elezioni per la Camera dei deputati, risulti in forza di elementi certi e inequivoci, e che abbia presentato, anche congiuntamente con altri, liste di candidati ovvero candidature nei collegi uninominali. Un’unica componente politica all’interno del Gruppo misto può essere altresì costituita da deputati, in numero non inferiore a tre, appartenenti a minoranze linguistiche tutelate dalla Costituzione e individuate dalla legge, i quali siano stati eletti, sulla base o in collegamento con liste che di esse siano espressione, nelle zone in cui tali minoranze sono tutelate

Articolo 14  

1. Per costituire un Gruppo parlamentare occorre un numero minimo di venti deputati e che esso rappresenti un partito o movimento politico, anche risultante dall’aggregazione di più partiti, che abbia presentato alle elezioni della Camera dei deputati proprie liste di candidati con lo stesso contrassegno, conseguendovi l’elezione di deputati. Ove più partiti o movimenti politici abbiano presentato alle elezioni congiuntamente liste di candidati con il medesimo contrassegno, può essere costituito, con riferimento a tali liste,comunque un solo Gruppo, che rappresenta complessivamente tutti i suddetti partiti o movimenti politici..

 

2. L’Ufficio di Presidenza può autorizzare la costituzione di un Gruppo, in difetto dei requisiti di cui al comma 1, qualora almeno venti deputati appartenenti ad un gruppo, decidano, dopo almeno 18 mesi dall’inizio della legislatura, di dar vita  ad un nuovo gruppo purché questo rappresenti un partito organizzato nel Paese.

 

3. Entro due giorni dalla prima seduta, i deputati devono dichiarare al Segretario generale della Camera a quale Gruppo appartengono.

4. I deputati i quali non abbiano fatto la dichiarazione prevista nel precedente comma, o non appartengano ad alcun Gruppo, costituiscono un unico Gruppo misto.

 

5. I deputati appartenenti al Gruppo misto possono chiedere al Presidente della Camera di formare componenti politiche in seno ad esso, a condizione che ciascuna consista di almeno dieci deputati, i quali rappresentino un partito o movimento politico, la cui esistenza, alla data di svolgimento delle elezioni per la Camera dei deputati, risulti in forza di elementi certi e inequivoci, e che abbia presentato, anche congiuntamente con altri, liste di candidati ovvero candidature nei collegi uninominali. Può essere altresì autorizzata la costituzione di componenti del gruppo misto qualora lo chiedano almeno dieci deputati appartenenti ad un gruppo, dopo almeno 18 mesi dall’inizio della legislatura, purché rappresentino un partito organizzato nel Paese.  Un’unica componente politica all’interno del Gruppo misto può essere altresì costituita da deputati, in numero non inferiore a tre, appartenenti a minoranze linguistiche tutelate dalla Costituzione e individuate dalla legge, i quali siano stati eletti, sulla base o in collegamento con liste che di esse siano espressione, nelle zone in cui tali minoranze sono tutelate

  Articolo 15 ter  

1. I gruppi parlamentari la maggioranza dei cui iscritti non abbia votato la fiducia al Governo, e che complessivamente rappresentino almeno un quinto della Camera, designano, entro 15 giorni dal voto della fiducia al Governo, il portavoce dell’opposizione.

2. Il portavoce dell’opposizione rappresenta i gruppi che hanno votato favorevolmente sulla sua designazione ed esercita oltre le funzioni specificamente previste dal presente Regolamento anche le corrispondenti funzioni riservate ai presidenti dei relativi gruppi parlamentari.

3. I rimanenti gruppi di opposizione sono rappresentati dai rispettivi presidenti.

Articolo 17  

1. La Giunta delle elezioni è composta di trenta deputati, nominati dal Presidente non appena costituiti i Gruppi parlamentari. Essa riferisce alla Assemblea, non oltre diciotto mesi dalle elezioni, sulla regolarità delle operazioni elettorali, sui titoli di ammissione dei deputati e sulle cause di ineleggibilità, di incompatibilità e di decadenza previste dalla legge, formulando le relative proposte di convalida, annullamento o decadenza.

   

2. La Giunta elegge nella prima riunione un Presidente, due Vicepresidenti e tre Segretari. Essa esercita le proprie funzioni sulla base di un Regolamento interno che, previo esame della Giunta per il Regolamento, deve essere approvato dalla Camera con le modalità previste nel comma 4 dell’art. 16. Nel procedimento davanti alla Giunta delle elezioni deve essere assicurato in ogni fase il principio del contraddittorio e, nella fase del giudizio sulla contestazione, il principio della pubblicità.

3. I deputati componenti la Giunta delle elezioni non possono rifiutare la nomina, né dare le dimissioni; quand’anche queste siano date, il Presidente della Camera non le comunica all’Assemblea. Possono essere sostituiti, su loro richiesta, i deputati che siano chiamati a far parte del Governo ovvero ad assumere la presidenza di un organo parlamentare.

 
4. Qualora la Giunta non risponda per un mese alla convocazione, sebbene ripetutamente fatta dal suo presidente, o non sia possibile ottenere durante lo stesso tempo il numero legale, il Presidente della Camera provvede a rinnovare la Giunta.

  Articolo 17  

1. La Giunta delle elezioni è composta di trenta deputati, nominati dal Presidente non appena costituiti i Gruppi parlamentari, in modo da garantire rappresentanza paritaria della maggioranza e dei gruppi di opposizione. Essa riferisce alla Assemblea, non oltre diciotto mesi dalle elezioni, sulla regolarità delle operazioni elettorali, sui titoli di ammissione dei deputati e sulle cause di ineleggibilità, di incompatibilità e di decadenza previste dalla legge, formulando le relative proposte di convalida, annullamento o decadenza.

2. La Giunta elegge nella prima riunione un Presidente, due Vicepresidenti e tre Segretari. Essa esercita le proprie funzioni sulla base di un Regolamento interno che, previo esame della Giunta per il Regolamento, deve essere approvato dalla Camera con le modalità previste nel comma 4 dell’art. 16. Nel procedimento davanti alla Giunta delle elezioni deve essere assicurato in ogni fase il principio del contraddittorio e, nella fase del giudizio sulla contestazione, il principio della pubblicità.

3. I deputati componenti la Giunta delle elezioni non possono rifiutare la nomina, né dare le dimissioni; quand’anche queste siano date, il Presidente della Camera non le comunica all’Assemblea. Possono essere sostituiti, su loro richiesta, i deputati che siano chiamati a far parte del Governo ovvero ad assumere la presidenza di un organo parlamentare.

 
4. Qualora la Giunta non risponda per un mese alla convocazione, sebbene ripetutamente fatta dal suo presidente, o non sia possibile ottenere durante lo stesso tempo il numero legale, il Presidente della Camera provvede a rinnovare la Giunta.

  Articolo 18

1. La Giunta per le autorizzazioni richieste ai sensi dell’art. 68 della Costituzione è composta di ventuno deputati nominati dal Presidente della Camera non appena costituiti i Gruppi parlamentari. Essa riferisce alla Assemblea nel termine tassativo di trenta giorni dalla trasmissione fatta dal Presidente della Camera, sulle richieste di sottoposizione a procedimento penale e sui provvedimenti comunque coercitivi della libertà personale o domiciliare riguardanti deputati. Per ciascun caso la Giunta formula, con relazione, proposta di concessione o di diniego dell’autorizzazione. La Giunta, prima di deliberare, invita il deputato interessato a fornire i chiarimenti che egli ritenga opportuni.

 

2. Trascorso il termine previsto nel comma 1 senza che la relazione sia presentata, né la Giunta abbia richiesto proroga, il Presidente della Camera nomina fra i componenti la Giunta un relatore, autorizzandolo a riferire oralmente, e iscrive senz’altro la domanda al primo punto dell’ordine del giorno nella seconda seduta successiva a quella in cui è scaduto il termine.

 
2-bis. Fino alla conclusione della discussione in Assemblea, venti deputati possono formulare proposte motivate in difformità dalle conclusioni della Giunta. Qualora la Giunta abbia proposto la concessione dell’autorizzazione e non siano state formulate proposte diverse, l’Assemblea non procede a votazioni, intendendosi senz’altro approvate le conclusioni della Giunta. L’Assemblea è sempre chiamata a deliberare sulle richieste di autorizzazione relative ai provvedimenti comunque coercitivi della libertà personale o domiciliare.

3. La stessa procedura prevista nei precedenti commi si applica quando la domanda di autorizzazione a procedere abbia per oggetto il reato di vilipendio delle assemblee legislative. In tal caso la Giunta può incaricare uno o più componenti per un preventivo esame comune con incaricati della competente Giunta del Senato.

4. La Giunta elegge nella prima riunione un Presidente, due Vicepresidenti e tre Segretari ed esercita le proprie funzioni sulla base di un Regolamento interno che, previo esame della Giunta per il Regolamento, deve essere approvato dalla Camera con le modalità previste nel comma 4 dell’art. 16.

  Articolo 18

1. La Giunta per le autorizzazioni richieste ai sensi dell’art. 68 della Costituzione è composta di ventidue deputati nominati dal Presidente della Camera non appena costituiti i Gruppi parlamentari, in modo da garantire rappresentanza paritaria della maggioranza e dei gruppi di opposizione. Essa riferisce alla Assemblea nel termine tassativo di trenta giorni dalla trasmissione fatta dal Presidente della Camera, sulle richieste di sottoposizione a procedimento penale e sui provvedimenti comunque coercitivi della libertà personale o domiciliare riguardanti deputati. Per ciascun caso la Giunta formula, con relazione, proposta di concessione o di diniego dell’autorizzazione. La Giunta, prima di deliberare, invita il deputato interessato a fornire i chiarimenti che egli ritenga opportuni.

 

2. Trascorso il termine previsto nel comma 1 senza che la relazione sia presentata, né la Giunta abbia richiesto proroga, il Presidente della Camera nomina fra i componenti la Giunta un relatore, autorizzandolo a riferire oralmente, e iscrive senz’altro la domanda al primo punto dell’ordine del giorno nella seconda seduta successiva a quella in cui è scaduto il termine.

 
2-bis. Fino alla conclusione della discussione in Assemblea, venti deputati possono formulare proposte motivate in difformità dalle conclusioni della Giunta. Qualora la Giunta abbia proposto la concessione dell’autorizzazione e non siano state formulate proposte diverse, l’Assemblea non procede a votazioni, intendendosi senz’altro approvate le conclusioni della Giunta. L’Assemblea è sempre chiamata a deliberare sulle richieste di autorizzazione relative ai provvedimenti comunque coercitivi della libertà personale o domiciliare.

3. La stessa procedura prevista nei precedenti commi si applica quando la domanda di autorizzazione a procedere abbia per oggetto il reato di vilipendio delle assemblee legislative. In tal caso la Giunta può incaricare uno o più componenti per un preventivo esame comune con incaricati della competente Giunta del Senato.

4. La Giunta elegge nella prima riunione un Presidente, due Vicepresidenti e tre Segretari ed esercita le proprie funzioni sulla base di un Regolamento interno che, previo esame della Giunta per il Regolamento, deve essere approvato dalla Camera con le modalità previste nel comma 4 dell’art. 16.

  Articolo 23

1. La Camera organizza i propri lavori secondo il metodo della programmazione.

2. Il programma dei lavori dell’Assemblea è deliberato dalla Conferenza dei presidenti di Gruppo per un periodo di almeno due mesi e, comunque, non superiore a tre mesi.

3. Il Presidente della Camera convoca la Conferenza dei presidenti di Gruppo dopo aver preso gli opportuni contatti con il Presidente del Senato e con il Governo, che interviene alla riunione con un proprio rappresentante. Il Presidente della Camera può convocare preliminarmente la Conferenza dei presidenti delle Commissioni permanenti. Il Governo comunica al Presidente della Camera e ai presidenti dei Gruppi le proprie indicazioni, in ordine di priorità, almeno due giorni prima della riunione della Conferenza. Entro lo stesso termine ciascun Gruppo può trasmettere le proprie proposte al Governo, al Presidente della Camera e agli altri Gruppi.

4. Il programma, predisposto sulla base delle indicazioni del Governo e delle proposte dei Gruppi, contiene l’elenco degli argomenti che la Camera intende esaminare, con l’indicazione dell’ordine di priorità e del periodo nel quale se ne prevede l’iscrizione all’ordine del giorno dell’Assemblea. Tale indicazione è formulata in modo da garantire tempi congrui per l’esame in rapporto al tempo disponibile e alla complessità degli argomenti.

5. I progetti di legge sono inseriti nel programma in modo tale da assicurare che la discussione in Assemblea abbia inizio quando siano decorsi i termini previsti dall’articolo 81 per la presentazione della relazione all’Assemblea. Può derogarsi a tali termini soltanto qualora la Commissione abbia già concluso l’esame, ovvero su accordo unanime della Conferenza dei presidenti di Gruppo, nonché per i progetti di legge esaminati a norma degli articoli 70, comma 2, 71 e 99.

6. Il programma è approvato con il consenso dei presidenti di Gruppi la cui consistenza numerica sia complessivamente pari almeno ai tre quarti dei componenti della Camera. In tal caso, il Presidente riserva comunque una quota del tempo disponibile agli argomenti indicati dai Gruppi dissenzienti, ripartendola in proporzione alla consistenza di questi. Qualora nella Conferenza dei presidenti di Gruppo non si raggiunga tale maggioranza, il programma è predisposto dal Presidente secondo i criteri di cui ai commi 4 e 5 e inserendo nel programma stesso le proposte dei Gruppi parlamentari, nel rispetto della riserva di tempi e di argomenti di cui all’articolo 24, comma 3, secondo periodo.

7. Il programma formato ai sensi del comma 6 diviene definitivo dopo la comunicazione all’Assemblea. Sulla comunicazione sono consentiti interventi di deputati per non più di due minuti ciascuno e di dieci minuti complessivi per ciascun Gruppo, per svolgere osservazioni che potranno essere prese in considerazione ai fini della formazione del successivo programma.

8. I disegni di legge finanziaria e di bilancio, i progetti di legge collegati alla manovra di finanza pubblica da esaminare durante la sessione di bilancio, il disegno di legge comunitaria e gli atti dovuti diversi dalla conversione in legge dei decreti-legge sono inseriti nel programma al di fuori dei criteri di cui ai commi 3, 4, 5 e 6.

 

9. Il programma è aggiornato almeno una volta al mese, secondo la procedura prevista nei commi precedenti, anche in relazione all’esigenza dell’effettivo svolgimento dell’istruttoria legislativa nelle Commissioni ed ai fini dell’osservanza della disposizione di cui al comma 7 dell’articolo 79.

10. Il programma dei lavori dell’Assemblea determina la ripartizione dei tempi di lavoro dell’Assemblea e delle Commissioni per il periodo considerato. In ogni mese, con esclusione del periodo di tempo in cui si svolge la sessione di bilancio ai sensi dei commi 1 e 2 dell’articolo 119, è riservata una settimana di sospensione dei lavori della Camera, destinata allo svolgimento delle altre attività inerenti al mandato parlamentare.

11. In caso di mancata predisposizione del programma ai sensi dei precedenti commi, si procede a norma del comma 1 dell’articolo 26.

Articolo 23

1. La Camera organizza i propri lavori secondo il metodo della programmazione.

2. Il programma dei lavori dell’Assemblea è deliberato dalla Conferenza dei presidenti di Gruppo per un periodo di almeno due mesi e, comunque, non superiore a tre mesi.

3. Il Presidente della Camera convoca la Conferenza dei presidenti di Gruppo dopo aver preso gli opportuni contatti con il Presidente del Senato e con il Governo, che interviene alla riunione con un proprio rappresentante. Il Presidente della Camera può convocare preliminarmente la Conferenza dei presidenti delle Commissioni permanenti. Il Governo comunica al Presidente della Camera e ai presidenti dei Gruppi le proprie indicazioni, in ordine di priorità, almeno due giorni prima della riunione della Conferenza. Entro lo stesso termine ciascun Gruppo può trasmettere le proprie proposte al Governo, al Presidente della Camera e agli altri Gruppi.

4. Il programma, predisposto sulla base delle indicazioni del Governo, delle proposte dell’opposizione e dei Gruppi, contiene l’elenco degli argomenti che la Camera intende esaminare, con l’indicazione dell’ordine di priorità e del periodo nel quale se ne prevede l’iscrizione all’ordine del giorno dell’Assemblea. Tale indicazione è formulata in modo da garantire tempi congrui per l’esame in rapporto al tempo disponibile e alla complessità degli argomenti.

5. I progetti di legge sono inseriti nel programma in modo tale da assicurare che la discussione in Assemblea abbia inizio quando siano decorsi i termini previsti dall’articolo 81 per la presentazione della relazione all’Assemblea. Può derogarsi a tali termini soltanto qualora la Commissione abbia già concluso l’esame, ovvero su accordo unanime della Conferenza dei presidenti di Gruppo, nonché per i progetti di legge esaminati a norma degli articoli 70, comma 2, 71 e 99.

6. Il programma contiene una quota pari a due terzi di argomenti indicati dal Governo. Un sesto degli argomenti è riservato alle indicazioni del Portavoce dell’opposizione ed un sesto è riservato alle agli argomenti indicati dagli altri Gruppi.

             

7. Il programma formato ai sensi del comma 6 diviene definitivo dopo la comunicazione all’Assemblea. Sulla comunicazione sono consentiti interventi di deputati per non più di due minuti ciascuno e di dieci minuti complessivi per ciascun Gruppo, per svolgere osservazioni che potranno essere prese in considerazione ai fini della formazione del successivo programma.

8. I disegni di legge finanziaria e di bilancio, i progetti di legge collegati alla manovra di finanza pubblica da esaminare durante la sessione di bilancio, il disegno di legge comunitaria e gli atti dovuti diversi dalla conversione in legge dei decreti-legge sono inseriti nel programma al di fuori dei criteri di cui ai commi 3, 4, 5 e 6.

 

9. Il programma è aggiornato almeno una volta al mese, secondo la procedura prevista nei commi precedenti, anche in relazione all’esigenza dell’effettivo svolgimento dell’istruttoria legislativa nelle Commissioni ed ai fini dell’osservanza della disposizione di cui al comma 7 dell’articolo 79.

 

10. Il programma dei lavori dell’Assemblea determina la ripartizione dei tempi di lavoro dell’Assemblea e delle Commissioni per il periodo considerato. In ogni mese, con esclusione del periodo di tempo in cui si svolge la sessione di bilancio ai sensi dei commi 1 e 2 dell’articolo 119, è riservata una settimana di sospensione dei lavori della Camera, destinata allo svolgimento delle altre attività inerenti al mandato parlamentare.

11. In caso di mancata predisposizione del programma ai sensi dei precedenti commi, si procede a norma del comma 1 dell’articolo 26.

Articolo 24

1. Stabilito il programma, il Presidente convoca la Conferenza dei presidenti di Gruppo per definirne le modalità e i tempi di applicazione mediante l’adozione di un calendario per tre settimane. Il Governo, informato della riunione, vi interviene con un proprio rappresentante e comunica al Presidente della Camera e ai presidenti dei Gruppi parlamentari, con almeno ventiquattro ore di anticipo, le proprie indicazioni relativamente alle date per l’iscrizione dei vari argomenti all’ordine del giorno dell’Assemblea. Entro lo stesso termine ciascun Gruppo può trasmettere le proprie proposte al Governo, al Presidente della Camera e agli altri Gruppi.

2. Il calendario è predisposto sulla base delle indicazioni del Governo e delle proposte dei Gruppi. Il calendario approvato con il consenso dei presidenti di Gruppi la cui consistenza numerica sia complessivamente pari almeno ai tre quarti dei componenti della Camera è definitivo ed è comunicato all’Assemblea. Il Presidente riserva comunque una quota del tempo disponibile agli argomenti indicati dai Gruppi dissenzienti, ripartendola in proporzione alla consistenza di questi. Sulla comunicazione sono consentiti interventi di deputati per non più di due minuti ciascuno e di dieci minuti complessivi per ciascun Gruppo, per svolgere osservazioni che potranno essere prese in considerazione ai fini della formazione del successivo calendario.

3. Qualora nella Conferenza dei presidenti di Gruppo non si raggiunga la maggioranza di cui al comma 2, il calendario è predisposto dal Presidente. Il Presidente inserisce nel calendario le proposte dei Gruppi di opposizione, in modo da garantire a questi ultimi un quinto degli argomenti da trattare ovvero del tempo complessivamente disponibile per i lavori dell’Assemblea nel periodo considerato. Gli argomenti, diversi dai progetti di legge, inseriti nel calendario su proposta di Gruppi di opposizione sono di norma collocati al primo punto dell’ordine del giorno delle sedute destinate alla loro trattazione. All’esame dei disegni di legge di conversione dei decreti-legge è destinata non più della metà del tempo complessivamente disponibile. Il calendario così formato diviene definitivo dopo la comunicazione all’Assemblea. Sulla comunicazione sono consentiti interventi di deputati per non più di due minuti ciascuno e di dieci minuti complessivi per ciascun Gruppo, per svolgere osservazioni che potranno essere prese in considerazione ai fini della formazione del successivo calendario.

4. I disegni di legge finanziaria e di bilancio, i progetti di legge collegati alla manovra di finanza pubblica da esaminare durante la sessione di bilancio, il disegno di legge comunitaria e gli atti dovuti diversi dalla conversione in legge dei decreti-legge sono inseriti nel calendario e iscritti all’ordine del giorno al di fuori dei criteri di cui ai commi 2 e 3. Ai fini del calcolo delle quote previste dai suddetti commi non si tiene conto dell’esame dei provvedimenti indicati nel periodo precedente, dell’esame dei disegni di legge di autorizzazione a ratificare trattati internazionali e dei progetti di legge di iniziativa popolare, dello svolgimento di interpellanze e di interrogazioni, dell’esame delle proposte formulate dalla Giunta delle elezioni a norma dell’articolo 17 e delle deliberazioni adottate ai sensi degli articoli 68 e 96 della Costituzione.

5. Il calendario approvato ai sensi dei commi precedenti individua gli argomenti e stabilisce le sedute per la loro trattazione. Dopo la comunicazione all’Assemblea, il calendario è stampato e distribuito. Sono in esso determinati i giorni destinati alle discussioni e quelli nei quali l’Assemblea procederà a votazioni.

6. Per l’esame e l’approvazione di eventuali proposte di modifica al calendario, indicate dal Governo o da un presidente di Gruppo, si applica la stessa procedura prevista per la sua approvazione. In relazione a situazioni sopravvenute urgenti, possono essere inseriti nel calendario anche argomenti non compresi nel programma, purché non ne rendano impossibile la esecuzione, stabilendosi, se del caso, le sedute supplementari necessarie per la loro trattazione.

7. La Conferenza dei presidenti di Gruppo, con la maggioranza prevista dal comma 2, determina il tempo complessivamente disponibile per la discussione degli argomenti iscritti nel calendario dei lavori dell’Assemblea, in rapporto alla loro complessità. Essa, detratti i tempi per gli interventi dei relatori, del Governo e dei deputati del Gruppo misto, nonché quelli per lo svolgimento di richiami al regolamento e delle operazioni materiali di voto, provvede quindi a ripartire fra i Gruppi, per una parte in misura eguale e per l’altra in misura proporzionale alla consistenza degli stessi, i quattro quinti del tempo complessivamente disponibile per le diverse fasi di esame. Il tempo restante è riservato agli interventi che i deputati chiedano di svolgere a titolo personale, comunicandolo prima dell’inizio della discussione. Per l’esame dei disegni di legge d’iniziativa del Governo, la Conferenza dei presidenti di Gruppo riserva ai Gruppi appartenenti alle opposizioni una quota del tempo disponibile più ampia di quella attribuita ai Gruppi della maggioranza.

8. Nella ripartizione dei tempi operata ai sensi del comma 7, è comunque assegnato a ciascun Gruppo, per la discussione sulle linee generali dei progetti di legge, un tempo complessivo non inferiore a quello previsto per un intervento dall’articolo 39, comma 1. La disposizione di cui al periodo precedente non si applica all’esame dei disegni di legge di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.

9. Qualora non si raggiunga la maggioranza prevista dal comma 2, alla determinazione del tempo disponibile per la discussione e alla conseguente ripartizione provvede il Presidente della Camera, osservando i criteri di cui ai commi 7 e 8.

10. Nella ripartizione di cui ai commi 7 e 9, il tempo riservato agli interventi dei relatori è stabilito distintamente per il relatore per la maggioranza e per gli eventuali relatori di minoranza. Il tempo attribuito a questi ultimi è determinato in proporzione alla consistenza dei Gruppi che essi rappresentano e, comunque, in misura non inferiore a un terzo di quello attribuito al relatore per la maggioranza.

11. I termini per gli interventi svolti dai deputati a titolo personale o per richiami al regolamento sono fissati dal Presidente.

12. Per le fasi successive alla discussione sulle linee generali dei progetti di legge costituzionale e dei progetti di legge vertenti prevalentemente su una delle materie indicate nell’articolo 49, comma 1, le disposizioni di cui al comma 7 si applicano soltanto su deliberazione unanime della Conferenza dei presidenti di Gruppo, ovvero nel caso in cui la discussione non riesca a concludersi e il progetto di legge sia iscritto in un successivo calendario. Il Presidente della Camera dispone che la disciplina di cui al presente comma si applichi, qualora ne sia fatta richiesta da parte di un Gruppo parlamentare, per i progetti di legge riguardanti questioni di eccezionale rilevanza politica, sociale o economica riferite ai diritti previsti dalla prima parte della Costituzione.

13. Le ripartizioni in quote di tempi e di argomenti sono computate in via tendenziale e con riferimento alle previsioni formulate all’atto della predisposizione del calendario.

Articolo 24

1. Stabilito il programma, il Presidente convoca la Conferenza dei presidenti di Gruppo per definirne le modalità e i tempi di applicazione mediante l’adozione di un calendario per tre settimane. Il Governo, informato della riunione, vi interviene con un proprio rappresentante e comunica al Presidente della Camera e ai presidenti dei Gruppi parlamentari, con almeno ventiquattro ore di anticipo, le proprie indicazioni relativamente alle date per l’iscrizione dei vari argomenti all’ordine del giorno dell’Assemblea. Entro lo stesso termine ciascun Gruppo può trasmettere le proprie proposte al Governo, al Presidente della Camera e agli altri Gruppi.

2. Il calendario riserva una quota pari a due terzi del tempo disponibile agli argomenti indicati dal Governo. Un sesto del tempo è riservato agli argomenti indicati dal portavoce dell’opposizione e un sesto agli argomenti indicati dai gruppi parlamentari. Gli argomenti indicati dal portavoce dell’opposizione e dagli altri gruppi parlamentari di opposizione sono svolti nell’ambito di una seduta ad essi dedicata. Il calendario prevede a tale ultimo fine due sedute al mese, della durata di mezza giornata, da tenersi nei giorni di martedì, mercoledì o giovedì. Il portavoce dell’opposizione può chiedere, una volta mese, che ad una delle suddette sedute il Governo sia rappresentato dal Presidente del Consiglio.

                                         

4. I disegni di legge finanziaria e di bilancio, i progetti di legge collegati alla manovra di finanza pubblica da esaminare durante la sessione di bilancio, il disegno di legge comunitaria e gli atti dovuti diversi dalla conversione in legge dei decreti-legge sono inseriti nel calendario e iscritti all’ordine del giorno al di fuori dei criteri di cui ai commi 2 e 3. Ai fini del calcolo delle quote previste dai suddetti commi non si tiene conto dell’esame dei provvedimenti indicati nel periodo precedente, dell’esame dei disegni di legge di autorizzazione a ratificare trattati internazionali e dei progetti di legge di iniziativa popolare, dello svolgimento di interpellanze e di interrogazioni, dell’esame delle proposte formulate dalla Giunta delle elezioni a norma dell’articolo 17 e delle deliberazioni adottate ai sensi degli articoli 68 e 96 della Costituzione.

5. Il calendario approvato ai sensi dei commi precedenti individua gli argomenti e stabilisce le sedute per la loro trattazione. Dopo la comunicazione all’Assemblea, il calendario è stampato e distribuito. Sono in esso determinati i giorni destinati alle discussioni e quelli nei quali l’Assemblea procederà a votazioni.

6. Per l’esame e l’approvazione di eventuali proposte di modifica al calendario, indicate dal Governo o da un presidente di Gruppo, si applica la stessa procedura prevista per la sua approvazione. In relazione a situazioni sopravvenute urgenti, possono essere inseriti nel calendario anche argomenti non compresi nel programma, purché non ne rendano impossibile la esecuzione, stabilendosi, se del caso, le sedute supplementari necessarie per la loro trattazione.

7. La Conferenza dei presidenti di Gruppo, con la maggioranza prevista dal comma 2, determina il tempo complessivamente disponibile per la discussione degli argomenti iscritti nel calendario dei lavori dell’Assemblea, in rapporto alla loro complessità. Essa, detratti i tempi per gli interventi dei relatori, del Governo e dei deputati del Gruppo misto, nonché quelli per lo svolgimento di richiami al regolamento e delle operazioni materiali di voto, provvede quindi a ripartire fra i Gruppi, per una parte in misura eguale e per l’altra in misura proporzionale alla consistenza degli stessi, i quattro quinti del tempo complessivamente disponibile per le diverse fasi di esame. Il tempo restante è riservato agli interventi che i deputati chiedano di svolgere a titolo personale, comunicandolo prima dell’inizio della discussione. Per l’esame dei disegni di legge d’iniziativa del Governo, la Conferenza dei presidenti di Gruppo riserva ai Gruppi appartenenti alle opposizioni una quota del tempo disponibile più ampia di quella attribuita ai Gruppi della maggioranza.

8. Nella ripartizione dei tempi operata ai sensi del comma 7, è comunque assegnato a ciascun Gruppo, per la discussione sulle linee generali dei progetti di legge, un tempo complessivo non inferiore a quello previsto per un intervento dall’articolo 39, comma 1. La disposizione di cui al periodo precedente non si applica all’esame dei disegni di legge di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.

9. Qualora non si raggiunga la maggioranza prevista dal comma 2, alla determinazione del tempo disponibile per la discussione e alla conseguente ripartizione provvede il Presidente della Camera, osservando i criteri di cui ai commi 7 e 8.

10. Nella ripartizione di cui ai commi 7 e 9, il tempo riservato agli interventi dei relatori è stabilito distintamente per il relatore per la maggioranza e per gli eventuali relatori di minoranza. Il tempo attribuito a questi ultimi è determinato in proporzione alla consistenza dei Gruppi che essi rappresentano e, comunque, in misura non inferiore a un terzo di quello attribuito al relatore per la maggioranza.

11. I termini per gli interventi svolti dai deputati a titolo personale o per richiami al regolamento sono fissati dal Presidente.

                     

 

12. Le ripartizioni in quote di tempi e di argomenti sono computate in via tendenziale e con riferimento alle previsioni formulate all’atto della predisposizione del calendario.

  Articolo 25 bis

1. Il Presidente del Consiglio, al momento della presentazione alla Camera di un disegno di legge, può comunicare al Presidente della Camera che il disegno di legge riveste carattere prioritario in quanto diretto ad attuare il programma di governo.

2. Il Presidente della Camera informa la Conferenza dei Capigruppo la quale assume le conseguenti decisioni per organizzare l’esame del disegno di legge. Il Presidente informa altresì il Presidente della Commissione competente in sede referente il quale convoca l’Ufficio di Presidenza della Commissione per le relative decisioni in merito alla programmazione dei lavori.

3. La Commissione permanente competente in sede referente esamina il disegno di legge prioritario con precedenza rispetto agli altri progetti di legge ad essa assegnati. La Commissione conclude l’esame entro venti giorni a decorrere dalla data di assegnazione.

4. L’Assemblea conclude l’esame del disegno di legge prioritario entro venti giorni dalla conclusione dell’esame in sede referente. 5. Qualora la relazione sul disegno di legge non sia presentata dalla Commissione nel termine prescritto dal comma 3 del presente articolo, la discussione in Assemblea ha luogo sui disegni di legge presentati dal Governo.

5. Su richiesta del Portavoce dell’opposizione i termini di cui ai commi 3 e 4 possono essere modificati fermo restando il termine complessivo per la conclusione dell’esame del disegno di legge prioritario da parte della Camera

6. Qualora il disegno di legge prioritario sia presentato dal Governo al Senato i termini di cui ai commi 3 e 4 del presente articolo sono ridotti alla metà.

7. Il programma ed il calendario dei lavori adottati ai sensi degli articoli 24 e 25 devono in ogni caso assicurare che l’esame dei disegni di legge di natura prioritaria presentati dal Governo siano esaminati entro i termini di cui al presente articolo.

8. Nel’ambito della programmazione dei tempi di discussione in Assemblea dei disegni di legge prioritari ai gruppi di opposizione deve essere comunque riservata una quota pari a due terzi del tempo disponibile.

  Articolo 37  

1. I rappresentanti del Governo, anche se non fanno parte della Camera, hanno diritto e, se richiesti, obbligo di assistere alle sedute dell’Assemblea e delle Commissioni. Essi hanno diritto di parlare ogni volta che lo richiedono.

       

2. Alle sedute delle Commissioni in sede legislativa deve partecipare un rappresentante del Governo.

  Articolo 37  

1. I rappresentanti del Governo, anche se non fanno parte della Camera, hanno diritto e, se richiesti, obbligo di assistere alle sedute dell’Assemblea e delle Commissioni. Essi hanno diritto di parlare ogni volta che lo richiedono.

 

1 bis. Il Portavoce dell’opposizione ha sempre la facoltà di prendere la parola subito dopo l’intervento in Assemblea del Presidente del Consiglio.

 

2. Alle sedute delle Commissioni in sede legislativa deve partecipare un rappresentante del Governo.

Articolo 63

1. Le sedute dell’Assemblea sono pubbliche. La pubblicità dei lavori, nella forma della trasmissione televisiva diretta, è disposta dal Presidente della Camera.

 

2. Dei lavori dell’Assemblea sono redatti e pubblicati un resoconto sommario e un resoconto stenografico.

3. Su richiesta del Governo o di un Presidente di Gruppo o di dieci deputati l’Assemblea può deliberare di riunirsi in seduta segreta.

  Articolo 63

1. Le sedute dell’Assemblea sono pubbliche. La pubblicità dei lavori, nella forma della trasmissione televisiva diretta, è disposta dal Presidente della Camera.  Il Portavoce dell’opposizione, una volta al mese, può chiedere la diretta televisiva di una seduta dell’Assemblea.

2. Dei lavori dell’Assemblea sono redatti e pubblicati un resoconto sommario e un resoconto stenografico.

3. Su richiesta del Governo o di un Presidente di Gruppo o di dieci deputati l’Assemblea può deliberare di riunirsi in seduta segreta.

  Articolo 79  

1. Le Commissioni in sede referente organizzano i propri lavori secondo princìpi di economia procedurale. Per ciascun procedimento, l’ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, con la maggioranza prevista dall’articolo 23, comma 6, ovvero, in mancanza di essa, il presidente della Commissione determina i modi della sua organizzazione, compreso lo svolgimento di attività conoscitive e istruttorie; stabilisce altresì, di norma dopo la scelta del testo base, i termini per la presentazione e le modalità per l’esame degli emendamenti. Il procedimento è organizzato in modo tale da assicurare che esso si concluda almeno quarantotto ore prima della data stabilita nel calendario dei lavori per l’iscrizione del progetto di legge all’ordine del giorno dell’Assemblea.

 

2. Il procedimento per l’esame dei progetti di legge in sede referente è costituito dall’esame preliminare con l’acquisizione dei necessari elementi informativi, dalla formulazione del testo degli articoli e dalla deliberazione sul conferimento del mandato a riferire all’Assemblea.

 

3. La discussione in sede referente è introdotta dal presidente della Commissione o da un relatore da lui incaricato, che richiede al Governo i dati e gli elementi informativi necessari per i fini indicati ai commi 4 e 11.

 

4. Nel corso dell’esame in sede referente, la Commissione provvede ad acquisire gli elementi di conoscenza necessari per verificare la qualità e l’efficacia delle disposizioni contenute nel testo. L’istruttoria prende a tal fine in considerazione i seguenti aspetti:

 

a) la necessità dell’intervento legislativo, con riguardo alla possibilità di conseguirne i fini mediante il ricorso a fonti diverse dalla legge;

b) la conformità della disciplina proposta alla Costituzione, la sua compatibilità con la normativa dell’Unione europea e il rispetto delle competenze delle regioni e delle autonomie locali;

c) la definizione degli obiettivi dell’intervento e la congruità dei mezzi individuati per conseguirli, l’adeguatezza dei termini previsti per l’attuazione della disciplina, nonché gli oneri per la pubblica amministrazione, i cittadini e le imprese;

d) l’inequivocità e la chiarezza del significato delle definizioni e delle disposizioni, nonché la congrua sistemazione della materia in articoli e commi.

5. Per l’acquisizione degli elementi di cui al comma 4, la Commissione può richiedere al Governo di fornire dati ed informazioni, anche con la predisposizione di apposite relazioni tecniche. La Commissione si avvale inoltre delle procedure di cui al capo XXXIII e agli articoli 146 e 148.

 

6. Le procedure previste dal comma 5 sono promosse quando ne facciano richiesta almeno quattro componenti della Commissione, salvo che l’ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, con la maggioranza prevista dall’articolo 23, comma 6, ovvero, in mancanza di questa, il presidente della Commissione giudichi l’oggetto della richiesta non essenziale per il compimento dell’istruttoria legislativa. L’ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, con la maggioranza prevista dall’articolo 23, comma 6, ovvero, in mancanza di questa, il presidente della Commissione stabilisce, sentito il Governo, il termine entro il quale il Governo stesso deve comunicare le informazioni e i dati ad esso richiesti relativamente ai progetti di legge inseriti nel programma dei lavori dell’Assemblea. La Commissione non procede alle deliberazioni conclusive riguardanti ciascun articolo fino a quando non siano pervenuti i dati e le informazioni al riguardo richiesti al Governo, salvo che esso dichiari di non poterli fornire, indicandone il motivo.

       

7. Qualora il Governo non fornisca nei tempi stabiliti i dati e le informazioni richiesti dalla Commissione senza indicarne il motivo, la Conferenza dei presidenti di Gruppo, con la maggioranza prevista dall’articolo 23, comma 6, ovvero, in mancanza di questa, il Presidente della Camera stabilisce un nuovo termine per la presentazione della relazione all’Assemblea di cui all’articolo 81. Del tardivo o mancato adempimento da parte del Governo è dato conto in tale relazione.

 

8. Nell’esame in sede referente eccezioni pregiudiziali, sospensive o comunque volte ad impedire il compimento dell’obbligo della Commissione di riferire all’Assemblea non possono essere poste in votazione; di esse dovrà però farsi menzione nella relazione della Commissione.

 

9. La Commissione può nominare un comitato ristretto, composto in modo da garantire la partecipazione proporzionale delle minoranze, al quale affida l’ulteriore svolgimento dell’istruttoria e la formulazione delle proposte relative al testo degli articoli.

 

10. Per garantire il rispetto del termine previsto dal comma 1, terzo periodo, le deliberazioni per la formulazione del testo degli articoli possono avere luogo secondo princìpi di economia procedurale, assicurando comunque che per ogni articolo siano posti in votazione, di norma, almeno due emendamenti, indicati da ciascun Gruppo, anche interamente sostitutivi del testo proposto dal relatore.

 

11. La Commissione introduce nel testo norme per il coordinamento della disciplina da esso recata con la normativa vigente, curando che siano espressamente indicate le disposizioni conseguentemente abrogate.

 

12. Al termine della discussione la Commissione nomina un relatore, al quale conferisce il mandato di riferire sul testo da essa predisposto; nomina altresì un comitato di nove membri, composto in modo da garantire la partecipazione proporzionale delle minoranze, per la discussione davanti all’Assemblea e per il compito indicato nel comma 3 dell’articolo 86. I Gruppi dissenzienti possono designare, anche congiuntamente, relatori di minoranza. Ciascuna relazione di minoranza reca un proprio testo, anche parzialmente alternativo al testo della Commissione, formulato in articoli corrispondenti a quest’ultimo.

 

13. Le relazioni per l’Assemblea danno conto delle risultanze dell’istruttoria legislativa svolta dalla Commissione con riguardo agli aspetti indicati nel comma 4.

 

14. La relazione della maggioranza e, se presentate, quelle di minoranza sono stampate e distribuite almeno ventiquattro ore prima che si apra la discussione, tranne che, per urgenza, l’Assemblea deliberi un termine più breve. Qualora l’Assemblea autorizzi la relazione orale, sono stampati e distribuiti nello stesso termine il testo della Commissione e i testi alternativi eventualmente presentati dai relatori di minoranza.

 

15. Qualora un progetto di legge sia approvato integralmente da una Commissione permanente ad unanimità, tanto nelle sue disposizioni quanto nella motivazione della sua relazione, la Commissione stessa può proporre all’Assemblea che si discuta sul testo del proponente adottandone la relazione

Articolo 79  

1. Le Commissioni in sede referente organizzano i propri lavori secondo princìpi di economia procedurale. Per ciascun procedimento, l’ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, con la maggioranza prevista dall’articolo 23, comma 6, ovvero, in mancanza di essa, il presidente della Commissione determina i modi della sua organizzazione, compreso lo svolgimento di attività conoscitive e istruttorie; stabilisce altresì, di norma dopo la scelta del testo base, i termini per la presentazione e le modalità per l’esame degli emendamenti. Il procedimento è organizzato in modo tale da assicurare che esso si concluda almeno quarantotto ore prima della data stabilita nel calendario dei lavori per l’iscrizione del progetto di legge all’ordine del giorno dell’Assemblea.

 

2. Il procedimento per l’esame dei progetti di legge in sede referente è costituito dall’esame preliminare con l’acquisizione dei necessari elementi informativi, dalla formulazione del testo degli articoli e dalla deliberazione sul conferimento del mandato a riferire all’Assemblea.

 

3. La discussione in sede referente è introdotta dal presidente della Commissione o da un relatore da lui incaricato, che richiede al Governo i dati e gli elementi informativi necessari per i fini indicati ai commi 4 e 11.

 

4. Nel corso dell’esame in sede referente, la Commissione provvede ad acquisire gli elementi di conoscenza necessari per verificare la qualità e l’efficacia delle disposizioni contenute nel testo. L’istruttoria prende a tal fine in considerazione i seguenti aspetti:

 

a) la necessità dell’intervento legislativo, con riguardo alla possibilità di conseguirne i fini mediante il ricorso a fonti diverse dalla legge;

b) la conformità della disciplina proposta alla Costituzione, la sua compatibilità con la normativa dell’Unione europea e il rispetto delle competenze delle regioni e delle autonomie locali;

c) la definizione degli obiettivi dell’intervento e la congruità dei mezzi individuati per conseguirli, l’adeguatezza dei termini previsti per l’attuazione della disciplina, nonché gli oneri per la pubblica amministrazione, i cittadini e le imprese;

d) l’inequivocità e la chiarezza del significato delle definizioni e delle disposizioni, nonché la congrua sistemazione della materia in articoli e commi.

5. Per l’acquisizione degli elementi di cui al comma 4, la Commissione può richiedere al Governo di fornire dati ed informazioni, anche con la predisposizione di apposite relazioni tecniche. La Commissione si avvale inoltre delle procedure di cui al capo XXXIII e agli articoli 146 e 148.

 

6. Le procedure previste dal comma 5, comprese le indagini conoscitive e le audizioni, sono promosse quando ne facciano richiesta almeno quattro componenti della Commissione, salvo che l’ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, con la maggioranza prevista dall’articolo 23, comma 6, ovvero, in mancanza di questa, il presidente della Commissione giudichi l’oggetto della richiesta non essenziale per il compimento dell’istruttoria legislativa  o non compatibile con la programmazione dei lavori dell’Assemblea. L’ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, con la maggioranza prevista dall’articolo 23, comma 6, ovvero, in mancanza di questa, il presidente della Commissione stabilisce, sentito il Governo, il termine entro il quale il Governo stesso deve comunicare le informazioni e i dati ad esso richiesti relativamente ai progetti di legge inseriti nel programma dei lavori dell’Assemblea. La Commissione non procede alle deliberazioni conclusive riguardanti ciascun articolo fino a quando non siano pervenuti i dati e le informazioni al riguardo richiesti al Governo, salvo che esso dichiari di non poterli fornire, indicandone il motivo.

 

7. Qualora il Governo non fornisca nei tempi stabiliti i dati e le informazioni richiesti dalla Commissione senza indicarne il motivo, la Conferenza dei presidenti di Gruppo, con la maggioranza prevista dall’articolo 23, comma 6, ovvero, in mancanza di questa, il Presidente della Camera stabilisce un nuovo termine per la presentazione della relazione all’Assemblea di cui all’articolo 81. Del tardivo o mancato adempimento da parte del Governo è dato conto in tale relazione.

 

8. Nell’esame in sede referente eccezioni pregiudiziali, sospensive o comunque volte ad impedire il compimento dell’obbligo della Commissione di riferire all’Assemblea non possono essere poste in votazione; di esse dovrà però farsi menzione nella relazione della Commissione.

 

9. La Commissione può nominare un comitato ristretto, composto in modo da garantire la partecipazione proporzionale delle minoranze, al quale affida l’ulteriore svolgimento dell’istruttoria e la formulazione delle proposte relative al testo degli articoli.

 

10. Per garantire il rispetto del termine previsto dal comma 1, terzo periodo, le deliberazioni per la formulazione del testo degli articoli possono avere luogo secondo princìpi di economia procedurale, assicurando comunque che per ogni articolo siano posti in votazione, di norma, almeno due emendamenti, indicati da ciascun Gruppo, anche interamente sostitutivi del testo proposto dal relatore.

 

11. La Commissione introduce nel testo norme per il coordinamento della disciplina da esso recata con la normativa vigente, curando che siano espressamente indicate le disposizioni conseguentemente abrogate.

 

12. Al termine della discussione la Commissione nomina un relatore, al quale conferisce il mandato di riferire sul testo da essa predisposto; nomina altresì un comitato di nove membri, composto in modo da garantire la partecipazione proporzionale delle minoranze, per la discussione davanti all’Assemblea e per il compito indicato nel comma 3 dell’articolo 86. I Gruppi dissenzienti possono designare, anche congiuntamente, relatori di minoranza. Ciascuna relazione di minoranza reca un proprio testo, anche parzialmente alternativo al testo della Commissione, formulato in articoli corrispondenti a quest’ultimo.

 

13. Le relazioni per l’Assemblea danno conto delle risultanze dell’istruttoria legislativa svolta dalla Commissione con riguardo agli aspetti indicati nel comma 4.

 

14. La relazione della maggioranza e, se presentate, quelle di minoranza sono stampate e distribuite almeno ventiquattro ore prima che si apra la discussione, tranne che, per urgenza, l’Assemblea deliberi un termine più breve. Qualora l’Assemblea autorizzi la relazione orale, sono stampati e distribuiti nello stesso termine il testo della Commissione e i testi alternativi eventualmente presentati dai relatori di minoranza.

 

15. Qualora un progetto di legge sia approvato integralmente da una Commissione permanente ad unanimità, tanto nelle sue disposizioni quanto nella motivazione della sua relazione, la Commissione stessa può proporre all’Assemblea che si discuta sul testo del proponente adottandone la relazione

 

16. Qualora sia all’esame una proposta di legge inserita nel calendario dei  lavori su richiesta di uno dei gruppi di opposizione, la Commissione non può decidere l’abbinamento con altre proposte di legge, né approvare emendamenti al testo se non vi sia il consenso del primo firmatario. La relazione per l’Assemblea indica, analiticamente le proposte di modifica che la Commissione ritiene debbano essere apportate al testo. Tali proposte sono sottoposte al voto dell’Assemblea come emendamenti della Commissione.

Articolo 85

1. Chiusa la discussione sulle linee generali si passa alla discussione degli articoli. Questa consiste nell’esame di ciascun articolo e del complesso degli emendamenti e articoli aggiuntivi ad esso proposti.

1-bis. Qualora la Commissione bilancio abbia espresso su una o più disposizioni parere contrario o parere favorevole condizionatamente a modificazioni specificamente formulate, e la Commissione che ha svolto l’esame in sede referente non vi si sia adeguata, il Presidente ne avverte l’Assemblea prima di passare all’esame del corrispondente articolo.

2. Ciascun deputato può intervenire nella discussione una sola volta per non più di venti minuti, anche se sia proponente di più emendamenti, subemendamenti o articoli aggiuntivi, contestualmente illustrandoli e pronunziandosi sugli emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi da altri presentati. Il termine di venti minuti è raddoppiato per i progetti di legge costituzionale, di delegazione legislativa, in materia elettorale e di autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali. E’ in facoltà del Presidente della Camera, per altri progetti di legge, di aumentare il termine di venti minuti fino al doppio, per uno o più articoli, se la loro particolare importanza lo richieda.

3. Ciascun deputato può altresì intervenire non oltre l’esaurimento della discussione di cui al comma 2 del presente articolo, per non più di cinque minuti, sul complesso dei subemendamenti che siano stati presentati ai propri emendamenti nel corso della seduta ai sensi dei commi 5 e 10 dell’art. 86.

4. Qualora sia deliberata la chiusura della discussione ai sensi dell’art. 44 hanno facoltà di intervenire una sola volta, per non più di dieci minuti ciascuno, i primi firmatari o altro proponente degli emendamenti non ancora illustrati, che non siano già intervenuti nella discussione.

5. Qualora siano presentati emendamenti, subemendamenti o articoli aggiuntivi ai sensi del comma 5 dell’articolo 86, su ognuno di essi può intervenire un deputato per gruppo per non più di dieci minuti ciascuno. Qualora ne sia fatta richiesta, il Presidente concede altresì la parola ad un deputato per ciascuna delle componenti politiche, costituite nel Gruppo misto, stabilendo le modalità e i limiti di tempo degli interventi.

6. La discussione dell’articolo del disegno di legge che converte un decreto-legge avviene sul complesso degli emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi riferiti a ciascuno degli articoli del decreto-legge. In tal caso i limiti di tempo previsti dai commi precedenti sono fissati rispettivamente in quindici minuti per gli interventi di cui al comma 2 e in cinque minuti per gli interventi di cui ai commi 3, 4 e 5, salvo che il Presidente si avvalga della facoltà di cui all’ultimo periodo del comma 2.

7. Su ciascun articolo, emendamento, subemendamento e articolo aggiuntivo è consentita una dichiarazione di voto per non più di cinque minuti ad un deputato per Gruppo. Non possono effettuare la dichiarazione di voto i presentatori dell’emendamento, del subemendamento o dell’articolo aggiuntivo già intervenuti nella discussione sull’articolo, sempre che il testo non sia stato modificato dalle votazioni precedenti. Il Presidente concede la parola ad un deputato per ciascuna delle componenti politiche costituite nel Gruppo misto e ai deputati che intendano esprimere un voto diverso rispetto a quello dichiarato dal proprio Gruppo, stabilendo le modalità e i limiti di tempo degli interventi.

8. Qualora siano stati presentati ad uno stesso testo una pluralità di emendamenti, subemendamenti o articoli aggiuntivi tra loro differenti esclusivamente per variazione a scalare di cifre o dati o espressioni altrimenti graduate, il Presidente pone in votazione quello che più si allontana dal testo originario e un determinato numero di emendamenti intermedi sino all’emendamento più vicino al testo originario, dichiarando assorbiti gli altri. Nella determinazione degli emendamenti da porre in votazione il Presidente terrà conto dell’entità delle differenze tra gli emendamenti proposti e della rilevanza delle variazioni a scalare in relazione alla materia oggetto degli emendamenti. Qualora il Presidente ritenga opportuno consultare l’Assemblea, questa decide senza discussione per alzata di mano. E’ altresì in facoltà del Presidente di modificare l’ordine delle votazioni quando lo reputi opportuno ai fini dell’economia o della chiarezza delle votazioni stesse.

 

Articolo 85

1. Chiusa la discussione sulle linee generali si passa alla discussione degli articoli. Questa consiste nell’esame di ciascun articolo e del complesso degli emendamenti e articoli aggiuntivi ad esso proposti.

1-bis. Qualora la Commissione bilancio abbia espresso su una o più disposizioni parere contrario o parere favorevole condizionatamente a modificazioni specificamente formulate, e la Commissione che ha svolto l’esame in sede referente non vi si sia adeguata, il Presidente ne avverte l’Assemblea prima di passare all’esame del corrispondente articolo.

2. Ciascun deputato può intervenire nella discussione una sola volta per non più di venti minuti, anche se sia proponente di più emendamenti, subemendamenti o articoli aggiuntivi, contestualmente illustrandoli e pronunziandosi sugli emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi da altri presentati. Il termine di venti minuti è raddoppiato per i progetti di legge costituzionale, di delegazione legislativa, in materia elettorale e di autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali. E’ in facoltà del Presidente della Camera, per altri progetti di legge, di aumentare il termine di venti minuti fino al doppio, per uno o più articoli, se la loro particolare importanza lo richieda.

3. Ciascun deputato può altresì intervenire non oltre l’esaurimento della discussione di cui al comma 2 del presente articolo, per non più di cinque minuti, sul complesso dei subemendamenti che siano stati presentati ai propri emendamenti nel corso della seduta ai sensi dei commi 5 e 10 dell’art. 86.

4. Qualora sia deliberata la chiusura della discussione ai sensi dell’art. 44 hanno facoltà di intervenire una sola volta, per non più di dieci minuti ciascuno, i primi firmatari o altro proponente degli emendamenti non ancora illustrati, che non siano già intervenuti nella discussione.

 

5. Qualora siano presentati emendamenti, subemendamenti o articoli aggiuntivi ai sensi del comma 5 dell’articolo 86, su ognuno di essi può intervenire un deputato per gruppo per non più di dieci minuti ciascuno. Qualora ne sia fatta richiesta, il Presidente concede altresì la parola ad un deputato per ciascuna delle componenti politiche, costituite nel Gruppo misto, stabilendo le modalità e i limiti di tempo degli interventi.

6. La discussione dell’articolo del disegno di legge che converte un decreto-legge avviene sul complesso degli emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi riferiti a ciascuno degli articoli del decreto-legge. In tal caso i limiti di tempo previsti dai commi precedenti sono fissati rispettivamente in quindici minuti per gli interventi di cui al comma 2 e in cinque minuti per gli interventi di cui ai commi 3, 4 e 5, salvo che il Presidente si avvalga della facoltà di cui all’ultimo periodo del comma 2.

7. Su ciascun articolo, emendamento, subemendamento e articolo aggiuntivo è consentita una dichiarazione di voto per non più di cinque minuti ad un deputato per Gruppo. Non possono effettuare la dichiarazione di voto i presentatori dell’emendamento, del subemendamento o dell’articolo aggiuntivo già intervenuti nella discussione sull’articolo, sempre che il testo non sia stato modificato dalle votazioni precedenti. Il Presidente concede la parola ad un deputato per ciascuna delle componenti politiche costituite nel Gruppo misto e ai deputati che intendano esprimere un voto diverso rispetto a quello dichiarato dal proprio Gruppo, stabilendo le modalità e i limiti di tempo degli interventi.

8. Qualora siano stati presentati ad uno stesso testo una pluralità di emendamenti, subemendamenti o articoli aggiuntivi tra loro differenti esclusivamente per variazione a scalare di cifre o dati o espressioni altrimenti graduate, il Presidente pone in votazione quello che più si allontana dal testo originario e un determinato numero di emendamenti intermedi sino all’emendamento più vicino al testo originario, dichiarando assorbiti gli altri. Nella determinazione degli emendamenti da porre in votazione il Presidente terrà conto dell’entità delle differenze tra gli emendamenti proposti e della rilevanza delle variazioni a scalare in relazione alla materia oggetto degli emendamenti. Qualora il Presidente ritenga opportuno consultare l’Assemblea, questa decide senza discussione per alzata di mano. E’ altresì in facoltà del Presidente di modificare l’ordine delle votazioni quando lo reputi opportuno ai fini dell’economia o della chiarezza delle votazioni stesse.

 

9. Nel corso dell’esame dei disegni di legge prioritari di cui all’articolo 25 bis, dei disegni di legge di conversione dei decreti legge e dei disegni di legge di bilancio, finanziaria e collegati alla manovra di finanza pubblica, il rappresentante del Governo può chiedere che sia posto per primo in votazione un articolo, un articolo aggiuntivo o un emendamento sul quale abbia espresso parere favorevole. In caso di approvazione da parte dell’Assemblea, i relativi articoli aggiuntivi, emendamenti e subemendamenti si intendono decaduti. In caso di voto contrario dell’Assemblea le votazioni riprendono secondo l’ordine normale.

    Articolo 86  

1. Gli articoli aggiuntivi e gli emendamenti sono, di regola, presentati e svolti nelle Commissioni. Possono comunque essere presentati in Assemblea nuovi articoli aggiuntivi ed emendamenti, e quelli respinti in Commissione, purché nell’ambito degli argomenti già considerati nel testo o negli emendamenti presentati e giudicati ammissibili in Commissione, entro il giorno precedente la seduta nella quale avrà inizio la discussione degli articoli.

 

2. Qualora i nuovi articoli aggiuntivi o emendamenti importino maggiori spese o diminuzione di entrate, sono trasmessi appena presentati alla Commissione bilancio e programmazione affinché siano esaminati e valutati nelle loro conseguenze finanziarie. A tal fine, il Presidente della Camera stabilisce, ove occorra, il termine entro il quale deve essere espresso il parere della Commissione bilancio.

 

3. Il Comitato dei nove previsto dall’articolo 79 si riunisce prima della discussione con l’intervento del Presidente della Commissione, per esaminare i nuovi emendamenti e articoli aggiuntivi presentati direttamente in Assemblea. Il Presidente della Commissione, se ne ravvisa l’opportunità, può convocare per tale esame la Commissione plenaria.

 

4. I subemendamenti possono essere presentati fino a un’ora prima della seduta nella quale saranno discussi gli articoli cui si riferiscono. Essi sono esaminati, a norma del comma 3, dal Comitato dei nove o dalla Commissione, che possono chiedere un breve rinvio della votazione.

 

4-bis. Quando un progetto di legge contenga disposizioni su cui la Commissione bilancio abbia espresso parere contrario o parere favorevole condizionatamente a modificazioni specificamente formulate, e la Commissione che ha svolto l’esame in sede referente non vi si sia adeguata, s’intendono presentate come emendamenti, e sono poste in votazione a norma dell’articolo 87, commi 2 e 3, le corrispondenti proposte di soppressione o di modificazione del testo motivate con esclusivo riferimento all’osservanza dell’articolo 81, quarto comma, della Costituzione. Non è ammessa la presentazione di subemendamenti né la richiesta di votazione per parti separate.

 

5. La Commissione e il Governo possono presentare emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi fino a che sia iniziata la votazione dell’articolo o dell’emendamento cui si riferiscono, purché nell’ambito degli argomenti già considerati nel testo o negli emendamenti presentati e giudicati ammissibili in Commissione. Trenta deputati o uno o più presidenti di Gruppi che, separatamente o congiuntamente, risultino di almeno pari consistenza numerica possono presentare subemendamenti a ciascuno di tali emendamenti e articoli aggiuntivi anche nel corso della seduta, nel termine stabilito dal Presidente. Ciascun relatore di minoranza può presentare, entro il medesimo termine, un solo subemendamento riferito a ciascun emendamento o articolo aggiuntivo presentato dalla Commissione o dal Governo a norma del presente comma.

         

5-bis. Il Presidente della Camera può rinviare per non più di tre ore l’esame degli emendamenti e articoli aggiuntivi presentati ai sensi del comma 5. Qualora comportino nuove o maggiori spese o diminuzione di entrate, i suddetti emendamenti e articoli aggiuntivi non possono essere esaminati prima del giorno successivo a quello nel quale sono stati presentati. Il Presidente, apprezzate le circostanze, stabilisce a questo fine un termine congruo, entro il quale la Commissione bilancio esprime il proprio parere.

 

6. I relatori e il Governo esprimono il loro parere sugli emendamenti prima che siano posti in votazione. Nell’esprimere il parere, i relatori possono chiedere al Governo di rispondere su specifiche questioni attinenti alle conseguenze derivanti dall’applicazione delle norme, da esso proposte, contenute nell’articolo in esame o in emendamenti presentati dal Governo medesimo. Il Governo può rispondere immediatamente o chiedere di differire la risposta non oltre la conclusione dell’esame dell’articolo; può chiedere altresì che la seduta o l’esame del progetto di legge siano sospesi per non più di un’ora, ovvero dichiarare di non poter rispondere, indicandone il motivo.

 

7. Il relatore illustra all’Assemblea le proposte, deliberate dalla Commissione, di stralciare parti del progetto di legge, o di rinviare il testo alla Commissione medesima; è interpellato su ogni altra proposta, attinente all’ordine dei lavori, che abbia conseguenze sul seguito dell’esame. Sulle proposte di cui al presente comma hanno altresì facoltà di esprimersi i relatori di minoranza, per non più di cinque minuti ciascuno.

 

8. Chi ritira un emendamento ha diritto di esporne la ragione per un tempo non eccedente i cinque minuti. Un emendamento ritirato dal proponente può essere fatto proprio soltanto da venti deputati o da un presidente di Gruppo.

 

9. Gli emendamenti presentati ai sensi del comma 1 si distribuiscono stampati almeno tre ore prima della seduta nella quale saranno discussi gli articoli cui si riferiscono.

        Articolo 86  

1. Gli articoli aggiuntivi e gli emendamenti sono, di regola, presentati e svolti nelle Commissioni. Possono comunque essere presentati in Assemblea nuovi articoli aggiuntivi ed emendamenti, e quelli respinti in Commissione, purché nell’ambito degli argomenti già considerati nel testo o negli emendamenti presentati e giudicati ammissibili in Commissione, entro il giorno precedente la seduta nella quale avrà inizio la discussione degli articoli.

 

2. Qualora i nuovi articoli aggiuntivi o emendamenti importino maggiori spese o diminuzione di entrate, sono trasmessi appena presentati alla Commissione bilancio e programmazione affinché siano esaminati e valutati nelle loro conseguenze finanziarie. A tal fine, il Presidente della Camera stabilisce, ove occorra, il termine entro il quale deve essere espresso il parere della Commissione bilancio.

 

3. Il Comitato dei nove previsto dall’articolo 79 si riunisce prima della discussione con l’intervento del Presidente della Commissione, per esaminare i nuovi emendamenti e articoli aggiuntivi presentati direttamente in Assemblea. Il Presidente della Commissione, se ne ravvisa l’opportunità, può convocare per tale esame la Commissione plenaria.

 

4. I subemendamenti possono essere presentati fino a un’ora prima della seduta nella quale saranno discussi gli articoli cui si riferiscono. Essi sono esaminati, a norma del comma 3, dal Comitato dei nove o dalla Commissione, che possono chiedere un breve rinvio della votazione.

 

4-bis. Quando un progetto di legge contenga disposizioni su cui la Commissione bilancio abbia espresso parere contrario o parere favorevole condizionatamente a modificazioni specificamente formulate, e la Commissione che ha svolto l’esame in sede referente non vi si sia adeguata, s’intendono presentate come emendamenti, e sono poste in votazione a norma dell’articolo 87, commi 2 e 3, le corrispondenti proposte di soppressione o di modificazione del testo motivate con esclusivo riferimento all’osservanza dell’articolo 81, quarto comma, della Costituzione. Non è ammessa la presentazione di subemendamenti né la richiesta di votazione per parti separate.

 

5. Fermo quanto previsto dal comma 1 del presente articolo, la Commissione e il Governo possono, fino a che sia iniziata la votazione dell’articolo o dell’emendamento cui si riferiscono, presentare la riformulazione di emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi presentati nei termini. Il Portavoce dell’opposizione può chiedere che l’esame dell’emendamento, submendamento o articolo aggiuntivo riformulato avvenga non prima della seduta del giorno successivo a quello di presentazione della riformulazione. Trenta deputati o uno o più presidenti di Gruppi che, separatamente o congiuntamente, risultino di almeno pari consistenza numerica possono presentare subemendamenti a ciascuno di tali emendamenti e articoli aggiuntivi riformulati anche nel corso della seduta, nel termine stabilito dal Presidente. Ciascun relatore di minoranza può presentare, entro il medesimo termine, un solo subemendamento riferito a ciascun emendamento o articolo aggiuntivo riformulato presentato dalla Commissione o dal Governo a norma del presente comma.

 

5-bis. Le riformulazioni di cui al comma 5 non possono, qualora comportino nuove o maggiori spese o diminuzione di entrate, essere esaminate prima del giorno successivo a quello nel quale sono stati presentati. Il Presidente, apprezzate le circostanze, stabilisce a questo fine un termine congruo, entro il quale la Commissione bilancio esprime il proprio parere.

     

6. I relatori e il Governo esprimono il loro parere sugli emendamenti prima che siano posti in votazione. Nell’esprimere il parere, i relatori possono chiedere al Governo di rispondere su specifiche questioni attinenti alle conseguenze derivanti dall’applicazione delle norme, da esso proposte, contenute nell’articolo in esame o in emendamenti presentati dal Governo medesimo. Il Governo può rispondere immediatamente o chiedere di differire la risposta non oltre la conclusione dell’esame dell’articolo; può chiedere altresì che la seduta o l’esame del progetto di legge siano sospesi per non più di un’ora, ovvero dichiarare di non poter rispondere, indicandone il motivo.

 

7. Il relatore illustra all’Assemblea le proposte, deliberate dalla Commissione, di stralciare parti del progetto di legge, o di rinviare il testo alla Commissione medesima; è interpellato su ogni altra proposta, attinente all’ordine dei lavori, che abbia conseguenze sul seguito dell’esame. Sulle proposte di cui al presente comma hanno altresì facoltà di esprimersi i relatori di minoranza, per non più di cinque minuti ciascuno.

 

8. Chi ritira un emendamento ha diritto di esporne la ragione per un tempo non eccedente i cinque minuti. Un emendamento ritirato dal proponente può essere fatto proprio soltanto da venti deputati o da un presidente di Gruppo.

 

9. Gli emendamenti presentati ai sensi del comma 1 si distribuiscono stampati almeno tre ore prima della seduta nella quale saranno discussi gli articoli cui si riferiscono.

    Art. 86 bis  

I progetti di legge sono composti da uno o più articoli di contenuto omogeneo.

 

Il Presidente dichiara irricevibili i progetti di legge composti da articoli aventi contenuto eterogeneo.

 

Il Presidente dichiara inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi che presentino contenuto eterogeneo o comunque interamente sostituivi di più articoli di un progetto di legge.

    Art. 124 bis  

1. La Commissione per il controllo della finanza pubblica è composta da trenta deputati nominati dal Presidente non appena costituiti i Gruppi parlamentari, in modo da garantire rappresentanza paritaria della maggioranza e dei gruppi di opposizione.

 

2. La Commissione esercita le funzioni conoscitive ed ispettive in materia di andamenti di finanza pubblica. A tal fine la Commissione procede ad audizioni di membri del Governo, amministratori delle Regioni e degli enti locali, dirigenti delle pubbliche amministrazioni, rappresentanti delle associazioni di categoria ed esperti.

 

3. La Commissione, su iniziativa di almeno 12 deputati, può chiedere al Governo la trasmissione di dati ed informazioni relativi agli andamenti finanziari relativi a determinati settori di spesa o alla attuazione di determinate leggi.

 

4. La Commissione esamina le relazioni periodiche in materia di finanza pubblica nonché la Relazione della Corte dei conti sul rendiconto generale dello Stato. Al termine dell’esame la Commissione può approvare un documento di indirizzo al Governo. In tal caso la Commissione può anche chiedere che il documento sia discusso dall’Assemblea. 

 

5. Qualora analoga Commissione per il controllo della finanza pubblica sia istituita presso il Senato della Repubblica, il Presidente della Camera promuove le opportune intese con il Presidente del Senato affinché le due Commissioni procedano congiuntamente.

  Articolo 135-bis  

1. Lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata ha luogo una volta alla settimana, di norma il mercoledì. Alle sedute dedicate allo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata intervengono, nell’ambito di ciascun calendario dei lavori, per due volte il Presidente o il Vicepresidente del Consiglio dei ministri e per una volta il ministro o i ministri competenti per le materie sulle quali vertono le interrogazioni presentate.

 

2. Entro le ore dodici del giorno antecedente a quello nel quale è previsto lo svolgimento delle interrogazioni di cui al comma 1, un deputato per ciascun Gruppo può presentare un’interrogazione per il tramite del presidente del Gruppo al quale appartiene.

         

3. Le interrogazioni di cui al comma 1 debbono consistere in una sola domanda, formulata in modo chiaro e conciso su un argomento di rilevanza generale, connotato da urgenza o particolare attualità politica. Quando sia previsto che la risposta venga resa dal Presidente o dal Vicepresidente del Consiglio dei ministri, l’argomento delle interrogazioni presentate deve rientrare nella competenza propria del Presidente del Consiglio dei ministri, come definita dall’articolo 95, primo comma, della Costituzione. Negli altri casi, il Presidente della Camera invita a rispondere il ministro o i ministri competenti per le materie sulle quali verta il maggior numero di interrogazioni presentate: i Gruppi che abbiano presentato interrogazioni vertenti su differenti materie possono presentarne altre, rivolte ai ministri invitati a rispondere, entro un congruo termine stabilito dal Presidente della Camera.

 

4. Il presentatore di ciascuna interrogazione ha facoltà di illustrarla per non più di un minuto. A ciascuna delle interrogazioni presentate risponde il rappresentante del Governo, per non più di tre minuti. Successivamente, l’interrogante o altro deputato del medesimo Gruppo ha diritto di replicare, per non più di due minuti.

         

5. Il Presidente della Camera dispone la trasmissione televisiva dello svolgimento delle interrogazioni di cui al presente articolo.

 

6. Restano fermi i poteri attribuiti al Presidente dall’articolo 139 e 139-bis.

 

7. Le interrogazioni svolte con la procedura di cui al presente articolo non possono essere ripresentate come interrogazioni ordinarie.

Articolo 135-bis  

1. Lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata ha luogo una volta alla settimana, di norma il mercoledì. Una volta al mese, alla seduta dedicata allo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, interviene il Presidente del Consiglio dei ministri.

       

2. Entro le ore dodici del giorno antecedente a quello nel quale è previsto lo svolgimento delle interrogazioni di cui al comma 1, un deputato per ciascun Gruppo può presentare un’interrogazione per il tramite del presidente del Gruppo al quale appartiene.  Quando sia previsto che la risposta venga resa dal Presidente del Consiglio dei ministri, per il tramite del Portavoce dell’opposizione possono essere presentate sino a tre interrogazioni.

 

3. Le interrogazioni di cui al comma 1 debbono consistere in una sola domanda, formulata in modo chiaro e conciso su un argomento di rilevanza generale, connotato da urgenza o particolare attualità politica. Quando sia previsto che la risposta venga resa dal Presidente o dal Vicepresidente del Consiglio dei ministri, l’argomento delle interrogazioni presentate deve rientrare nella competenza propria del Presidente del Consiglio dei ministri, come definita dall’articolo 95, primo comma, della Costituzione. Negli altri casi, il Presidente della Camera invita a rispondere il ministro o i ministri competenti per le materie sulle quali verta il maggior numero di interrogazioni presentate: i Gruppi che abbiano presentato interrogazioni vertenti su differenti materie possono presentarne altre, rivolte ai ministri invitati a rispondere, entro un congruo termine stabilito dal Presidente della Camera.

 

4. Il presentatore di ciascuna interrogazione ha facoltà di illustrarla per non più di un minuto. A ciascuna delle interrogazioni presentate risponde il rappresentante del Governo, per non più di tre minuti. Successivamente, l’interrogante o altro deputato del medesimo Gruppo ha diritto di replicare, per non più di due minuti. Nell’ambito di ciascuna seduta, vengono svolte per prime le interrogazioni presentate per il tramite del Portavoce dell’opposizione e dei Presidenti degli altri gruppi di opposizione.

 

5. Il Presidente della Camera dispone la trasmissione televisiva dello svolgimento delle interrogazioni di cui al presente articolo.

 

6. Restano fermi i poteri attribuiti al Presidente dall’articolo 139 e 139-bis.

 

7. Le interrogazioni svolte con la procedura di cui al presente articolo non possono essere ripresentate come interrogazioni ordinarie.

Art. 144  

1. Le Commissioni, nelle materie di loro competenza, possono disporre, previa intesa con il Presidente della Camera, indagini conoscitive dirette ad acquisire notizie, informazioni e documenti utili alle attività della Camera.

 

2. Nelle sedute dedicate a tali indagini le Commissioni possono invitare qualsiasi persona in grado di fornire elementi utili ai fini dell’indagine.

 

3. L’indagine si conclude con l’approvazione di un documento che dia conto dei risultati acquisiti.

 

4. Delle sedute delle Commissioni è redatto oltre al processo verbale, un resoconto stenografico, a meno che la Commissione non decida diversamente.

           

5. Se anche dal Senato della Repubblica sia stata disposta una indagine sulla stessa materia, il Presidente della Camera può promuovere le opportune intese con il Presidente del Senato, affinché le Commissioni dei due rami del Parlamento procedano congiuntamente.

Art. 144  

1. Le Commissioni, nelle materie di loro competenza, possono disporre, previa intesa con il Presidente della Camera, indagini conoscitive dirette ad acquisire notizie, informazioni e documenti utili alle attività della Camera.

 

2. Nelle sedute dedicate a tali indagini le Commissioni possono invitare qualsiasi persona in grado di fornire elementi utili ai fini dell’indagine.

 

3. L’indagine si conclude con l’approvazione di un documento che dia conto dei risultati acquisiti.

 

4. Delle sedute delle Commissioni è redatto oltre al processo verbale, un resoconto stenografico, a meno che la Commissione non decida diversamente.

 

4 bis. Il Portavoce dell’opposizione può chiedere al Presidente della Camera di autorizzare lo svolgimento di indagini conoscitive, nella misura di una indagine l’anno per ciascuna Commissione.

 

6. Se anche dal Senato della Repubblica sia stata disposta una indagine sulla stessa materia, il Presidente della Camera può promuovere le opportune intese con il Presidente del Senato, affinché le Commissioni dei due rami del Parlamento procedano congiuntamente.

Articolo 154  

1. In via transitoria non si applicano al procedimento di conversione dei decreti-legge le disposizioni di cui ai commi 7, 8, 9, 10, 11 e 12 dell’articolo 24; i disegni di legge di conversione dei decreti-legge sono inseriti nel programma e nel calendario dei lavori tenendo conto dei criteri di cui al comma 3 dell’articolo 24 e sono esaminati secondo quanto previsto, in particolare, dagli articoli 81, 85, 85-bis e 96-bis.

 

2. In via transitoria e fino all’approvazione di una nuova disciplina della questione di fiducia, l’eventuale posizione di essa da parte del Governo nel corso dell’esame di un progetto di legge sospende, salvo diverso accordo tra i Gruppi, il decorso dei tempi previsti dal calendario in vigore, che riprendono a decorrere dopo la votazione della questione stessa.

 

3. Alla discussione dei progetti di legge costituzionale previsti dalla legge costituzionale 24 gennaio 1997, n. 1, si applicano le disposizioni dell’articolo 24 nel testo in vigore alla data del 31 dicembre 1997.

 

4. Entro il 31 gennaio 1999, la Giunta per il Regolamento presenta all’Assemblea una relazione sull’attuazione della riforma del procedimento legislativo.

 

4-bis. Entro il 31 dicembre 2000, la Giunta per il Regolamento e il Comitato per la legislazione presentano congiuntamente una relazione sull’attuazione degli articoli 16-bis, comma 6-bis, e 96-ter.

 

5. La Commissione speciale per le politiche comunitarie costituitasi nella XIII legislatura assume la denominazione di Commissione politiche dell’Unione europea. Fino al primo rinnovo delle Commissioni, ai sensi dell’articolo 20, comma 5, alla Commissione non si applica il divieto di cui al primo periodo del comma 3 dell’articolo 19.

 

6. Le disposizioni dell’articolo 102, comma 3, si applicano ai progetti di legge assegnati dalla data dell’entrata in vigore di esse.

 

7. La disposizione di cui all’articolo 5, comma 7, non si applica ai Segretari eletti precedentemente alla data della sua entrata in vigore.

  Articolo 154                  

2. In via transitoria e fino all’approvazione di una nuova disciplina della questione di fiducia, l’eventuale posizione di essa da parte del Governo nel corso dell’esame di un progetto di legge sospende, salvo diverso accordo tra i Gruppi, il decorso dei tempi previsti dal calendario in vigore, che riprendono a decorrere dopo la votazione della questione stessa.

 

3. Alla discussione dei progetti di legge costituzionale previsti dalla legge costituzionale 24 gennaio 1997, n. 1, si applicano le disposizioni dell’articolo 24 nel testo in vigore alla data del 31 dicembre 1997.

 

4. Entro il 31 gennaio 1999, la Giunta per il Regolamento presenta all’Assemblea una relazione sull’attuazione della riforma del procedimento legislativo.

 

4-bis. Entro il 31 dicembre 2000, la Giunta per il Regolamento e il Comitato per la legislazione presentano congiuntamente una relazione sull’attuazione degli articoli 16-bis, comma 6-bis, e 96-ter.

 

5. La Commissione speciale per le politiche comunitarie costituitasi nella XIII legislatura assume la denominazione di Commissione politiche dell’Unione europea. Fino al primo rinnovo delle Commissioni, ai sensi dell’articolo 20, comma 5, alla Commissione non si applica il divieto di cui al primo periodo del comma 3 dell’articolo 19.

 

6. Le disposizioni dell’articolo 102, comma 3, si applicano ai progetti di legge assegnati dalla data dell’entrata in vigore di esse.

 

7. La disposizione di cui all’articolo 5, comma 7, non si applica ai Segretari eletti precedentemente alla data della sua entrata in vigore.